56. Suva (Fiji)

Questa mattina ho l’incontro alle 8:15 in Teatro, mi sveglio alle 5:50 per prepararmi con calma e salire a fare colazione.

Saluto Stefano che si sveglia giusto per salutarmi e poi ritorna a sonnecchiare.

Al Muscadìn, per le colazioni, c’è già parecchio movimento: le escursioni di oggi sono parecchie e in molti, visto che saremo attraccati in porto, scenderanno in autonomia, quindi in tanti sono già svegli di buon’ora per approfittare il più a lungo possibile del tempo a disposizione.

Arriviamo a Suva verso le 8:00 circa del mattino.

Mentre sono quasi al Teatro Duse, incontro Federica, che mi accompagna e mi fa compagnia fino a quando non chiamano la mia escursione: è sempre un piacere fare due parole con lei!!!

Scendo dalla nave e la temperatura è piacevolissima: caldo, non troppo afoso (ma sono anche le 8:15 del mattino….).

Devo cercare il pullman 4, e individuato, mostro il biglietto e salgo a bordo.

PINGUINI!!!!

La temperatura sul pullman è tipo 10 gradi o giù di lì…almeno quello è il percepito!

Visto che i miei compagni di viaggio, si attrezzano con sciarpe e maglioncini, non mi faccio troppe remore a tirare fuori il giubbino impermeabile (leggero ma antivento!) e la sciarpina di cotone!

Mi scatto un selfie perché questa è davvero da tramandare ai posteri, con una didascalia: “Suva, temperatura esterna 30 gradi, Pullman n. 40, rilevata la Siberia!”.

Si parte!

La nostra guida ha un nome tipo di 40 caratteri (e io che mi lamento dei miei 10!!!!) ma per comodità (e per nostra fortuna!) si fa chiamare Ben.

Indossa una camicia gialla a fiori ocra: bellissima!

Ha modi accoglienti e una voce morbida: non so se siano i suoi tratti del viso, i suoi modi, o il profumo che indossa, ma mi ricorda un po’ mio nonno… e già solo per questo prende mille punti in più in simpatia!

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Mentre inizio la mia escursione, Stefano scende dalla nave e si fa un giretto nei dintorni, passando dal Mercato Municipale di Suva.

Qui un bambino di dieci anni, che era sull’autobus per andare a scuola, l’ha chiamato salutandolo e regalandogli un sorriso.

La sua passeggiata è proseguita fino al Centro commerciale TappooCity, per poi rientrare passando dalla stazione degli autobus.

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Nel  frattempo Ben ci spiega un po’ il tour di oggi:

  • il Museo delle Fiji e il suo giardino;
  • la Government House;
  • le sedi di diverse Ambasciate;
  • l’Università del Pacifico del Sud;
  • le Tamavua Heights;
  • la sede del Parlamento;
  • l’area industriale di Walu Bay;
  • e per finire un po’ di sano shopping!

Dopo l’introduzione sul tragitto passiamo alla lezione sui vocaboli base:

Bula = Ciao

Vinaka = Grazie

Le lingue ufficiali sono tre: inglese, fijiano, hindustani.

Ma ci sono quarantadue dialetti!

Passando per le vie di Suva, arriviamo alla Government House, a fianco della quale troviamo un bel campo da gioco con un prato verde ben curato: lì si gioca a rugby!

Si riparte, alla volta del Fiji Museum, dove si possono ammirare ricostruzioni e reperti della storia fijiana.

All’esterno un giardino immenso ospita, tra le fronde di grandi alberi, una famigliola di pipistrelli.

Salgo sul Pullman e inizio a sentire un certo fastidio al braccio… eccolalà! … ti pareva se non mi beccavano anche qui! Io odio le zanzare!

Rimetto il mio abbigliamento da Siberia e dopo un po’ scendiamo per ammirare il Palazzo dove risiede il Presidente: che è in sede, vista la guardia al cancello.

Ben ci fa scendere per permetterci di fare una foto, ma dandoci precise istruzioni: con la guardia non si parla, la guardia non si tocca!

Iniziamo il tragitto che ci porta alle Tamavua Heights, dal cui punto panoramico potremo ammirare il Porto.

Prima di giungervi passiamo davanti a varie sedi di Ambasciate, all’Università (Facoltà di Ingegneria…e il pensiero va alla mia Miki…: la mia Amica mi manca terribilmente!).

Attraversiamo anche un quartiere povero, il più densamente popolato di Suva, dove il Governo sta cercando di costruire delle abitazioni in cui trasferire i residenti che ora abitano in case di fortuna.

Mi colpisce, in questo tragitto e anche ripensando alle isole dei giorni scorsi, l’affabilità delle persone, che ci salutano e ci sorridono sempre: questa cosa scalda il cuore… ti fa sentire come se il solo fatto che respiri sia importante… e così dovrebbe essere davvero! Ogni essere umano ha valore!

Arrivati al punto panoramico,, chiedo a Ben se possiamo scattarci una foto, e acconsente volentieri.

Risalgo sul pullman che passando dalla zona industriale rientra in città, per dirigersi al TappooCity Center, dove avremo tempo per fare qualche acquisto (non troppi: moderazione è la parola d’ordine… o dovremo noleggiare un Tir per i bagagli!).

Rientro sulla nave e ho giusto il tempo di salutare Stefano che partirà alle 12:45 per la sua escursione, insieme a Carlo, Fulvia e Antonio!

Li guardo partire e poi volo su al Ponte 9: ho una fame!

Pranzettino leggero, a base di pesciolino, perché ho dei piani precisi per il pomeriggio: relax a prendere un po’ di sole e nella vasca idromassaggio!

Mentre Stefano percorre alcune delle strade che ho percorso stamattina (fortunatamente lui riuscirà a fotografare bene il Cimitero Cinese… i miei scatti erano tutti mossi!), per dirigersi al Colo-I-Suva Forest Park, io mi costumizzo e, telo alla mano salgo al Ponte 11 per godermi il sole. Peccato che ci siano dei nuvoloni in arrivo e che abbiano anche mollato un paio di gocce… vabbè…piano B: vasca idromassaggio arrivo!

Il tour di Stefano percorre la strada che ho fatto io stamattina, fino al punto panoramico, per poi attraversare una serie di villaggi, dalle costruzioni semplici e dalla vita modesta.

Le case hanno porte e finestre aperte per permettere alla poca aria che circola di raffrescare gli ambienti dalla calura.

La gente qui è povera, se misuriamo la ricchezza in denaro e beni, sono però ricchi di qualcosa di preziosissimo: il sorriso!

Sorridono e salutano, sollevando le braccia al cielo, con un “Bula!” pieno di energia…

La loro accoglienza è quasi uno schiaffo per tanti di noi, troppo abituati a camminare a testa china, osservando solo i propri passi.

Clifton Fadiman scrisse: “Quando si è in viaggio, ricordate che un paese straniero non è progettato per farvi stare comodi. È stato progettato per rendere comodo il proprio popolo.” … uso la citazione modificandone un poco il senso… viaggiando, non dobbiamo guardare i paesi che visitiamo, sperando di vederli per come vorremmo che fossero, ma dobbiamo aprire occhi, mente e cuore per accogliere e comprendere ciò che troveremo!

La Famiglia, la Comunità, è un concetto unico, estremamente radicato anche qui, dove Madre Natura in un soffio può portarti via tutto, qui lo sanno, ne sono consapevoli, è già successo!

Proprio per questo i valori che davvero contano prendono ancora più forza: l’unione tra le persone!

Il gruppo, la Comunità, la Famiglia, è molto più forte del singolo individuo, e ha più possibilità di affrontare qualsiasi evento.

Scendo al Ponte 9, la piscina è vuota (nel senso che hanno tolto l’acqua per manutenzioni varie) ma  le vasche idromassaggio sono in funzione… e deserte: ottimo!

L’acqua è bella calda, il sole entra dal soffitto vetrato, e io mi lascio frollare dalle bolle… Dio benedica l’inventore dell’idromassaggio!

E mentre io sono immersa nella mia coccola, il pullman di Stefano e degli altri trekker percorre strade sterrate con sobbalzi minimi, grazie alla guida esperta dell’autista, arrivando infine al Colo-I-Suva Forest Park.

Raggiungono una capanna di paglia, dalla forma ovale, aperta sui lati, che ospita due tavoli con un po’ di gente, tra cui i giocatori di una squadra di Rugby.

Inizia qui il loro briefing, la spiegazione da parte delle guide locali sulle isole Fiji, sulle piante e gli animali endemici e sull’importanza di rispettare e preservare queste unicità, come patrimonio mondiale: questo è infatti lo scopo di questa Riserva.

Le guide locali dividono gli “esploratori” in due gruppi da otto persone e iniziano il loro cammino con una passeggiata di dieci minuti per arrivare alla Upper Pool, da cui partiranno per giungere – dopo quarantacinque minuti attraverso la rigogliosa vegetazione della foresta –  alla Lower Pool.

Il loro itinerario coprirà solo una parte dell’immenso Parco, che possiede un ecosistema aviario unico al mondo, con pappagalli di specie particolari, uccelli dai versi strani, pipistrelli e molto molto altro!

Mentre camminano nella foresta si sente come un frinire di cicale.

Arrivano alla Upper Pool, dove, ai piedi della cascata, la squadra di Rugby è intenta a godersi un bagno refrigerante, tra tuffi e lanci con la palla ovale, mentre le loro maglie sono appese in fila!

Proseguono la loro camminata e i piedi devono essere ben saldi sui gradoni di terra, tenuti insieme da dei pezzi di legno davvero molto scivolosi… attraversando dei ponticelli in legno e camminando su pietre, passando da un argine all’altro del torrente, che attraverseranno più volte.

Ora nel torrente c’è poca acqua, ma se piove copiosamente i passaggi vengono sommersi, impedendo le escursioni.

La strada per il ritorno dalla Lower Pool alla Upper Pool è tutta una salita di gradini fino ad una strada sterrata che in seicento metri li ricondurrà alla capanna ovale.

Sentono un cane abbaiare, in realtà è il Barking Pigeon, un uccello che per il suo verso trasse in inganno dei turisti inglesi che si erano persi nella foresta e che erano convinti di aver trovato un cane. Si accorsero che era un uccello… e cercarono in altro modo la via del ritorno.

Qui nella foresta pluviale piove almeno una volta al giorno.

La stagione delle piogge, qui alle Fiji,  inizia a dicembre e termina ad aprile, ma a Suva dura sei mesi, poi inizia la stagione secca che è molto, molto più calda!

Per fortuna, nella foresta, le fronde degli alberi riparano Stefano e gli altri dal sole che scotta moltissimo.

L’umidità è altissima, le magliette si appiccicano al corpo.

Finalmente arrivano al pullman e riprendono la strada  verso il Porto, ripassando dal punto panoramico.

A quest’ora i ragazzi escono da scuola e i villaggi si riempiono di bambini e giovani che indossano diverse divise.

Gli autobus locali, utilizzati dai residenti, sono senza finestrini, per questo quelli dei turisti sono facilmente riconoscibili.

La stazione degli autobus è un caleidoscopio di persone e colori! Stanno rientrando tutti a casa.

Il pullman si ferma e permette ai nostri escursionisti di scendere: alcuni di loro si recheranno direttamente alla Nave, in sei invece resteranno per un po’ di shopping.

Nel frattempo io ho finito la mia coccola, sono rientrata in cabina, mi sono fatta una doccia e dopo aver lavato costume e pareo, mi sono accoccolata sul letto.

Stefano rientra in cabina e iniziamo a raccontarci le nostre esperienze, e continueremo anche a cena con Fulvia e Carlo.

Improvvisamente la musica riempie il Ristorante e persino il nostro Gaylord si lancia in un ballo: che mito!

Riusciamo anche a strappare una foto a Nicolò, che di solito le fa a noi: selfieeeeeee!!!!

Ma stasera a nanna presto: domattina ho una missione importantissima che mi attende!

Buona notte!