102. Navigazione

Stamattina la navigazione ci offre un altro panorama del mare di quelli da stare a guardarlo per ore.

Le nuvole e le onde suggeriscono già che il mare oggi vestirà più abiti e sarà bellissimo vederlo mutare sotto i nostri occhi privilegiati.

Dopo la colazione al Ponte 9, prendiamo il solito posto al solito tavolino, chi per scrivere (io), chi per fare il proprio lavoro (Stefano).

Mentre siamo intenti nelle nostre faccende, Daniele (uno dei ragazzi dell’animazione) insegna l’italiano ai passeggeri, ed è davvero bravo!

Con semplicità spiega perfettamente la grammatica e i modi di dire italiani, avvicinando un po’ di più le persone, perché conoscere una lingua diversa dalla propria, getta ponti tra culture diverse, e in questo mondo di oggi, con le notizie che ci arrivano da Gaza e dintorni, i ponti interculturali servono sempre di più, per comprendersi, rispettarsi, accogliersi.

In questo Giro del Mondo, dall’Italia passando nel Mediterraneo, toccando il Marocco, e poi le Canarie, i Caraibi,  l’America Latina, le isole della Polinesia, l’Australia, e ora l’Asia, è innegabile: esiste un linguaggio universale, che non è parlato.

È un linguaggio fatto di sguardi e di sorrisi ed esprime accoglienza, solidarietà, reciproco rispetto.

In tutti i luoghi che ho visitato, ho sempre trovato persone che parlavano questa lingua.

Anche qui sulla nave, tremila persone, se volessero, tutti la potremmo parlare consapevolmente.

Spesso, invece, siamo troppo concentrati su di noi per accorgerci di uno sguardo o di un sorriso.

Ma quando trovi persone che sanno cogliere, e che rispondono, l’atmosfera cambia, l’energia nell’ambiente cambia: tutto è più disteso, sereno e funziona tutto meglio.

Dopo Daniele è il turno del corso di ballo con Josè, ragazzo brasiliano con il ritmo nel sangue e la pazienza di Giobbe: spiega e rispiega senza sosta eppure senza fretta, tutti i passi per creare bellissime figure di coppia… “Quit, quit, slow, and slow and slow…”.

Arriva il momento del Quiz: le domande sono accompagnate dalle slide proiettate sullo schermo installato davanti al palco del Grand Bar, e gli ospiti cercano di indovinare le risposte.

Alle 11:30 l’annuncio del Comandante ci avvisa di tirare indietro le lancette di mezz’ora, per allinearci così al fuso orario delle Maldive, passando da UTC+5:30 a UTC+5, quindi a +3 ore dall’Italia.

A mezzogiorno inizio ad avvertire un leggero languorino: salgo e decido di provare l’hamburger!

Agnese me ne prepara uno spettacolare, con contorno di patatine fritte e ketchup.

Il mare nel frattempo ha davvero cambiato abito: si tra incupendo, come le nubi che avanzano in cielo.

Il pomeriggio lo passiamo in cabina e saltiamo anche la merenda per approfittare di un po’ di riposo, fino alle 19:00, quando saliamo al Ponte 10 per la nostra sessione in palestra con Paolo.

Mentre Stefano viene spremuto come un limone, io mi limito a un po’ di stretching per evitare che la schiena faccia i capricci.

Terminata la sessione, mentre Stefano finisce di fare la cyclette, volo in cabina per fare una doccia prima di cena.

Dopo poco arriva anche Stefy e una volta pronti, saliamo al ristorante, dove passiamo un paio di ore ridendo e raccontandoci con Fulvia e Carlo, e anche con Gaylord, che apprezzo sempre di più, come Phillip: questi ragazzi fanno enormi sacrifici!

Senza passare per la tisanina, filiamo dritti a nanna: domani arriviamo alle Maldive, e per la prima volta le vedremo da un resort… anche se sono certa che i ricordi degli anni passati, quando venivamo qui a fare immersioni, emergeranno potenti e prepotenti… con un pizzico di nostalgia!

Chissà se Morfeo mi regalerà il sogno di qualche pesciolino stanotte… vado subito a scoprirlo!

Buona notte e sogni d’oro a tutti!