13. Navigazione

Questa mattina ci siamo svegliati presto perché dopo colazione, dalle 9:00 alle 10:30, siamo stati convocati al Ponte 10 per una verifica dei passaporti e dei visti che ci siamo procurati: Australia, India e Sri Lanka. Sebbene la verifica sia stata organizzata in giorni e orari diversi in modo da scaglionare i passeggeri per evitare assembramenti poco gestibili, ci sarà comunque afflusso, quindi meglio essere tra i primi per schivarsi la coda. Visto che è richiesta la presenza di una sola persona per cabina, vado io, mentre Stefano cerca una postazione per lavorare.

Arrivo al punto indicato e il personale di bordo sta ultimando gli allestimenti, collegando scanner e PC, appoggiando risme di fogli coi numeri di cabine su ciascuna delle quattro postazioni predisposte. A quanto pare sono la prima: molto bene, così ho tempo per partecipare alle 9:30 al Laboratorio creativo con Carola.

Aprono il cordone di limitazione e mi fanno accomodare. Un Ufficiale in divisa candida prende i nostri visti e si sposta verso uno dei due scanner installati appositamente e, dopo averci litigato un po’, li riesce a scansionare: lo scanner deve aver dimenticato la colazione e, affamatissimo di carta,  fagocitava tre-quattro fogli insieme, mentre l’Ufficiale manteneva un contegno che manco Giobbe! In quel momento ho pensato che, per un Ufficiale di Marina, forse lo scanner inceppato è il minore dei problemi che può dover affrontare in mare… e la mia stima (già alta) in quella divisa bianca è cresciuta ancora.

Le persone… in questi giorni ne sto conoscendo tante, diverse per provenienza, cultura, atteggiamento, comportamento, e da ciascuna di loro sto imparando tanto e riflettendo un po’ su di me.

Il Laboratorio creativo è un’occasione per me incredibile: c’è Clementina che ha dei modi elegantissimi, posata, sorridente, pacata. Non so se gli anni in Giappone abbiano contribuito a quell’aurea di serenità che l’avvolge, forse il fatto che abbiamo scoperto di essere nate lo stesso giorno ha creato da parte mia una sorta di affinità elettiva, fatto sta che ogni giorno l’ammiro un pochino di più, e poter godere della sua presenza, nel tempo dedicato al Laboratorio, è una lezione alla quale rinuncio malvolentieri.

L’allestimento per il controllo dei Visti e dei passaporti, ha rubato i nostri preziosi tavoli, così siamo un po’ alle strette e purtroppo per qualcuno non c’è addirittura posto, ma il Laboratorio e Carola sono così gettonati che qualcuno si appollaia su una sedia, anche senza tavolo, pur di partecipare: se non è un’attività ricreativa di successo questa, non so quale lo sia!

Tra una chiacchiera e una risata, anche oggi abbiamo lavorato bene, creando una pochette con del tessuto in fantasia.

Mi scappa l’occhio all’orologio e faccio un balzo: tardissimo! Alle 11:00 si tiene nel Teatro Duse una conferenza culturale dal tema “Il confine dell’Acqua – Storia dell’Oceano Atlantico” tenuta da una bravissima Alessandra Falcolini. Mi affascina sempre la biologia del mare, e anche se la storia non è mai stata la mia materia preferita, l’oratrice è davvero molto brava e le sue spiegazioni accattivanti.

Alle 11:45 abbandono il Teatro per raggiungere Stefano al Ponte 9 per un pranzo veloce (oggi pasta italiana!). Dopo pranzo rientriamo in cabina e mentre Stefano lavora io crollo dal sonno ma alle 15:30 c’è un appuntamento speciale al Laboratorio: oggi Carola ci farà una dimostrazione di come creerà i nostri costumi per la Festa del Passaggio del Tropico del Cancro di domani! Ridiamo a crepapelle perché Carola, oltre ad una sconfinata creatività è dotata di una simpatia travolgente che conquista tutti! Al Ponte 9, appena sotto di noi, davanti alla piscina, il corso di ballo ha volumi un pelino alti e Carola tenta di farsi capire da noi a parole e soprattutto a gesti; l’ilarità schizza alle stelle quando ci mostra le varie possibilità d’uso del volant in cartapesta che ha appena creato: un fiore, un giro collo, una fascia, un gonnellino!

Terminata la presentazione, con alcune compagne di Laboratorio ci concediamo una merenda,  cercando di non eccedere con i dolci che sono sempre presentati in modo fin troppo allettante (sembra che ti chiamino per nome!) e posso resistere a tutto, ma a quel quadratino di cinque centimetri di pasta frolla e marmellata non riesco a dire no (la crostata è un mio tallone d’Achille! …anche mia suocera lo sa, e quando prepara la crostata… mmmh! …spettacolo!).

Bene, è ora di salutare la combriccola e schizzare a darsi una potente restaurata: stasera c’è il Cocktail di Gala con il Comandante e gli Ufficiali di Stato Maggiore al Teatro Duse. Abito lungo e giacca, tutti in tiro raggiungiamo Fulvia e Carlo che ci hanno tenuto i posti.

Dopo qualche minuto faccio conoscenza con altre due persone che vedo ogni giorno: i nostri vicini di tavolo. Marco e suo marito, arrivano a cena sempre in giacca e Marco è decisamente l’eleganza fatta persona: gestualità morbida e misurata, abiti eleganti e mai sfacciati, sorriso. È lui che mi sorride per primo e mi riconosce come “la vicina della cena”, e da lì iniziamo una breve ma simpatica conversazione, un po’ in inglese, un po’ in italiano, che, sebbene austriaco, Marco parla benissimo.

Dopo il cocktail c’è lo spettacolo “Breakdance meets Classic”, dove la musica classica incontra il ritmo della breakdance in un viaggio tra Mozart, Vivaldi e Beethoven fino alla musica pop moderna, grazie ad arrangiamenti orchestrali classici, mentre il gruppo di ballo “DDC Breakdance” ci stupisce con salti e giravolte, esibizioni di equilibrio e forza, ma anche di estrema delicatezza e di indubbia bravura, visto che la Deliziosa sta ballando un twist con Nettuno!

Con agilità e destrezza, che guardando i corridoi da una webcam ci si potrebbe prendere tutti per ubriachi!, ci dirigiamo al ristorante, ma facciamo una tappa: visto che siamo tutti belli, ci facciamo scattare qualche foto dal nostro “fotografo di fiducia”. È un ragazzo giovane e molto bravo, e vedremo tra qualche giorno i frutti dei nostri sforzi (su la mano, giù la spalla, giù il mento, di qui lo sguardo, piega la schiena, gira il busto,…) e del suo lavoro.

Dopo il set fotografico, sempre un po’ barcollando, arriviamo comunque sani e salvi al ristorante per deliziarci di una cena superlativa, al termine del quale una breve passeggiatina ci porta al Grand Bar dove il mitico Ennio mi fa rosicare per la sua energia che non cala mai: ne avessi un quarto di quella che usa lui in una sera, mi basterebbe per due settimane!

Salutiamo Carlo e Fulvia e ritorniamo in cabina: Morfeo ti prego fai il bravo, che stanotte tiriamo indietro le lancette e posso dormire un’oretta in più.

Buona notte a tutti!

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