Terraaaaaaa…
No! Sono le 4:30 del mattino (ora locale), sbircio fuori dall’oblò ma di terra manco l’ombra, in compenso una luna strepitosa si specchia nell’Oceano…WOW!
Dopo uno scatto veloce (che spero non sia uscito sfocato perché ultimamente le mie foto fanno pietà ai sassi!) tento un rificco…che funziona fino alle 6:00.
Fuori dalle coperte, sbirciatina dall’oblò e sìììì… TERRRAAAAA!!!!! Ecco le luci di Barbados! Siamo arrivati!
C’è ancora buio ma si vede che il cielo è bello coperto…mannaggia! Saliamo a far colazione e sta piovendo…uffi.
Tutta la mattinata sarà lì, sul filo di lana… scendiamo…restiamo su…
Alle 13:00 abbiamo il ritrovo per l’escursione.
Scendiamo dalla nave e un bus navetta ci accompagna, sfilando davanti alle altre tre navi da crociera attraccate (MSC, VIKING SEA, e COSTA Fortuna) alla banchina del Porto.
Attraversiamo l’edificio portuale e ad attenderci troviamo un coloratissimo autobus vintage, con tutti i finestrini aperti, verde e rosso. Dopo aver rilevato i nostri nominativi tramite la Costa card, saliamo e prendiamo posto; gli interni sono particolarissimi: sedili in pelle rossa, fotografie appese e soprattutto Michael, l’autista. Partiamo e Michael ci mostra Bridgetown: la città è coloratissima, in stile coloniale, piccole casette, alberghi, palme, l’Oceano, i bar e i ristoranti, …
E mentre lui racconta, la musica di Bob Marley esce dalle casse dell’impianto stereo installato sul bus, e i nostri occhi si perdono tra i sorrisi dei passanti che ci salutano, e tutto questo insieme ci trasmette allegria e gioia di vivere.
La nostra escursione prevede il passaggio al Parliament Buildings, National Heroes Square, Indipendence Square e tappa in tre spiaggie con soste relax.
La bandiera delle Barbados è costituita da tre strisce verticali: la prima è blu e rappresenta il cielo, la seconda è ocra e rappresenta il sole e le spiagge, la terza ancora blu e simboleggia il mare; nella striscia centrale c’è il disegno di un tridente nero di Nettuno, che rappresenta l’eredità nera dei popoli africani, con il manico spezzato a simboleggiare l’indipendenza dalla Gran Bretgna conquistata nel 1966.
Arriviamo alla prima spiaggia, Rockley Beach, e il sole sta splendendo anche se qualche nuvola passeggera lo vela un poco.
Scendiamo e decidiamo di restare un po’ all’ombra, vista la nostra carnagione da mozzarelle, sotto la fronda di un albero.
La sabbia è fine e infilarci i piedi è bellissimo. Vado verso l’Oceano passando tra un paio di file di ombrelloni e sdraio: tutte le spiagge di Barbados sono libere, nessuna spiaggia è privata, e libero e gratuito è l’utilizzo di toilette e docce, mentre sdraio e ombrelloni sono a pagamento.
Arrivo sulla battigia e guardare questo mare è una coccola per l’anima: i suoi colori, le sue onde, i riflessi… ogni cosa è poesia.
Alzo gli occhi e rivolgo lo sguardo intorno: siamo in una lingua di sabbia abbracciata dalle palme.
Mi bagno un po’ i piedi e l’acqua è piacevolmente fresca.
Qualche foto e ritorno da Stefano, che parte armato di cellulare per scattare foto mentre fa due passi. Mi sdraio all’ombra e chiudo gli occhi mentre una coppia di autoctoni ha messo della musica: questi ritmi li adoro!
Stefano ritorna dalla sua “gita”, e dopo aver raccolto le nostre cose risaliamo sul bus: è passata un’ora da quando siamo arrivati, eppure sono sembrati dieci minuti!
Ci dirigiamo verso la seconda spiaggia: Pebbles Beach all’altezza di Sugar Bay.
Qui accanto al bus parcheggiato c’è l’Hilton Hotel.
Scendiamo e ci dirigiamo verso la spiaggia e guardando a sinistra scordiamo un cartello di un marchio a noi caro: PADI! E il pensiero va subito al nostro Capitan Zorzetti e alle immersioni fatte nell’Oceano Indiano alle Maldive: se amavo il mare prima, dopo aver fatto immersioni lo adoro!
Mi faccio scattare una foto ad hoc davanti al cartello, pensando al mio Maestro di Bolle, a quanto gli piacerebbe essere qui e a quanto ci divertiremmo con lui e sua moglie Barbara!
Dal punto in cui siamo scorgiamo un posticino defilato che sembra il paradiso terrestre! Arriviamo e, giusto il tempo di posare la borsa, Stefano entra in acqua.
Nello stesso momento inizia a piovere: una pioggerellina finissima, che però insiste un po’ troppo, diventando pioggia e ci costringe a rintanarci nel bus. Mentre camminiamo a passo svelto per ripararci, vediamo un sacco di gente assiepata dotto una pensilina, tutti con l’asciugamano in testa.
Sul bus facciamo conoscenza di due signori romani che trascorrono parte dell’anno in Sardegna, sono al loro quarto Giro intorno al Mondo e ci raccontano le loro avventure. Scopro di avere con lei delle cose in comune: la sua nonna, come la mia bisnonna, sono maltesi e entrambe abbiamo studiato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice: quest’ultima notizia ci porta entrambe a ricordare i tempi della gioventù…e un pizzichino (one!) di nostalgia per i “miei” Sales e le mie “suorine” si fa sentire.
Finito il “temporale” Stefano ritorna verso la spiaggia per asciugarsi al sole, mentre io rimango sul bus.
Dopo l’oretta di relax, tutti risalgono a bordo e ripartiamo alla volta della terza spiaggia: sempre su Pebbles Beach in Carlisle Bay.
Qui la spiaggia è immensa e sebbene ci sia parecchia gente, c’è ancora moltissimo spazio.
Troviamo il nostro posticino e mi catapulto in mare: dulcis in fundo…
Mentre mi godo queste acque cristalline, scorgo, alle spalle di Stefano, dietro le palme alte che circondano la spiaggia, un bellissimo arcobaleno!
Ringrazio Dio per avermi permesso di vedere tute queste meraviglie: mi sento la persona più fortunata sulla faccia della Terra!
Esco dall’acqua e ritorno sulla spiaggia e mentre Stefano entra in acqua…inizia a piovere! …di nuovo! Incredibile. Dura poco ma devo ripararmi con l’asciugamano per non inzupparmi.
In un attimo esce un sole caldo, e possiamo asciugarci coi suoi raggi.
Guardo l’orologio ed è ora di ritornare sul bus e dirigerci verso la Deliziosa.
L’ultimo tratto in bus è un susseguirsi di musica e colori… penso che vivere qui sia bello!
Ritorniamo sulla nave dopo aver passato i controlli di routine e, una volta in cabina, dopo un bucato veloce per ripulire dalla sabbia i costumi, mi godo una doccia tiepida.
L’acqua utilizzata sulla nave per le docce e i lavabi è desalinizzata e viene riutilizzata poi per la pulizia dei macchinari, riducendo lo spreco.
Stasera non c’è nessuno spettacolo in programma e possiamo riposare un po’ prima di cena.
All’Albatros troviamo Fulvia e Carlo e ci raccontiamo le reciproche escursioni, loro hanno fatto un bellissimo giro di Bridgetown e si sono goduti anche un po’ di spiaggia a Carlisle Bay.
Stasera facciamo una cosa brutta: prendiamo tutti e tre i dessert, ma abbiamo la decenza di spartirceli in due! Beh…sono una cosa epica!
Dopo le lacrime di coccodrillo, saliamo al Ponte 10 più per fare due passi che per lo spettacolo serale.
Incontriamo Khiver con cui scambiamo qualche parola e un abbraccio!
Rimaniamo giusto qualche minuto e mentre Carlo e Fulvia fanno un’altra passeggiatina, noi ci ritiriamo in cabina: dobbiamo scegliere le foto per il sito!
Riesco a fatica a rimanere sveglia… e infatti dopo poco crollo! Siore e siori ci si vede domani! Ciao!
Ciaoooo pure io voglio una cassettina alle Barbados 😘😘😘😘
Non sarebbe male, vero?! 😄
Amuici… Sarà che è tanto che non vi vedo ma siete bellissimi non sembrate neanche voi.. 😍😍😍😍
Un bacio grande
Ci mancateeeeee 😘😘😘
Ma che belli che siete….vi vedo parecchio rilassati
Eh beh…qui é facile rilassarsi, anche se ci sono momenti frenetici (escursioni, attività, ecc.).
Questo viaggio é semplicemente straordinario!
Un abbraccione 🤗😊