Anche stamattina mi sono svegliata prestissimo: 4:30 e poi ho battezzato ogni ora fino a quando ci siamo alzati e preparati per salire a colazione.
Dopo una sbirciatina a poppa per controllare un po’ il meteo intorno a noi, constatiamo che ci sono ancora temporali in giro. L’Oceano è abbastanza tranquillo.
Ieri sera Stefano, prima di addormentarsi, ha aspettato di intravedere la costa di Saint Vincent e Grenedine, visto che siamo passati proprio nel mezzo tra quest’isola e la sua piiiiiiiiccola dirimpettaia. Vista la direzione della nave, Saint Vincent e Grenedine è proprio a dritta, dal nostro lato. Fa sempre effetto vedere la costa dalla nave!
Alle 10:00 salgo per il Laboratorio, mentre Stefano prosegue il lavoro al Ponte 2, al “solito posto”.
Stamattina ci dilettiamo in un braccialetto simpatico e coloratissimo: invece delle classiche palline, ci sono dei frutti mignon e la chiusura è scorrevole con un pezzettino realizzato a macramè…proprio carino!
Alle 11:00 Alessandra Falcolini tiene la conferenza culturale “52 anni di solitudine – Introduzione alla Colombia (e storia del Canale di Panama)”
Arrivo a conferenza iniziata, e mi sono persa una delle parti che apprezzo di più: la geo-fisica.
La mia omonima descrive l’immensa varietà floro-faunistica di queste regioni: dalle paludi di Llanos Orientales alle vette della Cordigliera, una biodiversità unica che pone la Colombia al primo posto al mondo, con il Brasile, l’Indonesia e il Messico.
La Colombia è la maggiore produttrice al mondo di fiori e per questo il simbolo della Colombia è un’orchidea, la Cattileya Trinae, la quale ha una particolare varietà che riproduce i colori della bandiera colombiana.
Rispetto alla varietà faunistica, qui in Colombia troviamo l’instancabile Colibrì e il maestoso Condor andino, che con la sua apertura alare, sfruttando le correnti ascensionali, può raggiungere senza un battito d’ali, i seimila metri di altitudine!
Dopo una carrellata storica, tra vicende e leggende (in particolare quella dell’El Dorado), Alessandra ci racconta delle vicende più recenti di questa terra, e in particolare di Cartagena de Indias, che si sviluppa su 570 Km quadrati e conta 915.000 abitanti.
Tra pirati, del calibro di Francis Drake, e inquisizione, qui si sono succedute moltissime vicende, ma la popolazione locale non ha mai smesso di sperare in un futuro migliore, e non vi è rappresentazione più efficace di questo spirito indomito che i colori sgargianti e le forme svolazzanti degli abiti delle Palenqueras, che sono una delle attrazioni caratteristiche della Colombia.
La Colombia detiene un altro primato, purtroppo…, qui l’1% della popolazione detiene il controllo economico e milioni di persone vivono con meno di due euro al giorno. Dal 2016, con tanto impegno e volontà, il popolo colombiano sta fronteggiando questa sfida con progetti che stanno riducendo questa tendenza, restituendo, per esempio, ai Desblazados (gli sfollati) i loro terreni, che gli furono espropriati dai proprietari terrieri e dai trafficanti che volevano espandere i loro possedimenti.
Qui la guerriglia è sempre stata presente, frange armate, ribelli si sono moltiplicati e hanno destabilizzato l’equilibrio sociale al punto che non si capiva più chi stava con e contro chi!
Quando le FARC (Forza Armate Rivoluzionarie della Colombia) hanno stipulato un accordo con il Governo, la situazione si è stabilizzata, anche se richiede sempre il focus sull’obiettivo finale: pace, stabilità economica, equità.
Le ingerenze di altri paesi (Stati Uniti e Europa) sono state la conseguenza dell’incremento vertiginoso del mercato della Coca, una pianta che in queste regioni fa parte della cultura e le cui foglie sono utilizzate anche nella medicina per le loro proprietà. A tal punto il narcotraffico era diventato imponente che al Governo, nella Camera, fu eletto Pablo Escobar, esponente del Cartel de Maedellin, influenzando le decisioni politiche. Tra il 2013 e il 2016 la coltivazione di Coca era aumentata del 76%, tra Colombia, Perù e Bolivia, dove nella sola Colombia vi era il 69% del totale! Un business feroce.
In Colombia non mancano le ricchezze naturali, basti pensare che gli smeraldi più preziosi sono proprio di qui: l’esempio più eclatante è lo smeraldo Rockfeller, venduto ad una cifra stellare.
Anche la tradizione musicale ha la sua importanza: i tradizionali strumenti musicali (tamburi, flauti, ecc.) trovano le loro radici nella storia di questo paese. Non da meno l’aver dato i natali alla Star Shakira, ha messo in risalto la Colombia.
Nell’arte, uno dei più singolari e caratteristici esponenti è colombiano: Fernando Botero, con il suo Gordo e Gorda (i ciccioni).
Parlando di Panama, Alessandra spiega le particolarità geo-fisiche di questo istmo di terra che ne hanno influenzato la storia.
Il francese Fernando De Lesseps fu il promotore di quella mastodontica opera nota come il Canale di Panama, che originariamente doveva essere scavato come una trincea, ma questo progetto, decisamente troppo oneroso in vite umane e costi, fallì miseramente, nonostante l’intervento economico di Eiffel, e poté vedere la luce, così come lo vediamo oggi, solo grazie ad un cambio di strategia.
Oggi un sistema di dighe artificiali consente di scavalcare, dal Mar dei Caraibi, attraverso il Lago Gatùn, passando per le chiuse di Miraflores, e giungendo all’Oceano Pacifico, un ostacolo naturale di 85 piedi sopra il livello del mare.
Il Canale di Panama, con una lunghezza di 81,1 Km, una profondità di 12 metri e una larghezza da 90 a 300 metri, consentiva alle Navi cosiddette Panamax (294 mt x 32,3 x 12,00) il passaggio.
Il 26 giugno del 2016 fu messo in opera l’Ampliamento del Canale che consentirà alle Navi Post Panama (di dimensioni maggiori delle precedenti) il passaggio dai Caraibi al Pacifico.
Certo i costi del passaggio sono elevati, si parla di centinaia di migliaia di euro per i transiti delle navi da crociera! Il prezzo più basso mai pagato per il passaggio fu in capo ad un avventuriero americano, che per pochi centesimi, e registrandosi come “nave”, attraversò il Canale di Panama a nuoto: un’impresa davvero singolare!
Sono le 11:45 e devo raggiungere Stefano…lascio la conferenza a malincuore: la nostra relatrice è davvero brava!
Per pranzo saliamo al Mirabilis dove incontriamo Lella e Vittorio, così ci aggreghiamo e trascorriamo un’oretta in loro compagnia, mentre le mie papille godono per un arancino e i miei ricordi vanno ai miei Nonni e a “casa”…un pizzichino di nostalgia fa capolino.
Dopo pranzo scendiamo in cabina e alle 15:30 salgo al Ponte 10 per il Laboratorio creativo: c’è una calura impressionante! L’umidità è a livelli di sauna e le defezioni sono il segno di queste condizioni un po’ proibitive: non gira un filo d’aria nonostante siano aperte le finestre (piccole). Purtroppo non è possibile aprire la copertura sulla piscina perché i temporali minacciano un acquazzone e non si riuscirebbe a chiudere in tempo…quindi temperatura oltre i 30 gradi e umidità altissima…ma l’impegno di Carola merita il nostro sacrificio.
Oggi pomeriggio creiamo una collana con palline molto chic…una cosetta carina e veloce.
Dopo tre quarti d’ora siamo tute stremate e madide di sudore!
Temo ad uscire da qui verso gli ascensori perché so che aldilà delle porte mi aspettano i pinguini!
Metto il golfino di cotone sulle spalle e cerco di passare il più velocemente possibile, ma l’attesa dell’ascensore mi costerà l’ennesimo mal di gola!
Arrivo in cabina e mi fiondo in doccia: acqua calda…ne ho bisogno!
Stefano sale al Mirabilis a prendere qualcosa per merenda (riporteremo il vassoio e le stoviglie domattina a colazione).
Dopo aver spiluccato un panino e una crostatina alla marmellata, mi infilo sotto le coperte cercando di sconfiggere il mal di testa che inizia a pulsarmi nelle tempie.
Nulla da fare…devo prendere la solita bustina e sperare faccia effetto velocemente!
L’attesa agli ascensori del pomeriggio la pago al prezzo di un mal di gola, mal di testa e pure di un raffreddore! Mannaggia!
A cena il mio termostato interiore fa le bizze, un po’ caldo, un po’ freddo… vabbè… oggi va così!
Dopo cena saliamo al Ponte 3 con Fulvia e Carlo e, dopo una capatina fuori a sbirciare la luna, rientriamo e ci accomodiamo nei tavolini della Gelateria.
Stefano resiste stoicamente alla voglia di gelato, ma non resistiamo al richiamo di Morfeo, così salutiamo i nostri amici e scendiamo in cabina.
Dovremmo guardare le foto scattate oggi, ma sono davvero troppo stanca, così delego Stefano e mi abbandono a Morfeo, che spero stanotte mi trattenga un po’ di più, visto che tiriamo anche indietro le lancette di un’ora per allinearci col fuso di Cartagena, che raggiungeremo dopodomani.
Con questa speranza mi addormento… passo e chiudo! A domani!
sempre meravigliosamente belli e rilassati!