Ci svegliamo con calma, sapendo che l’appuntamento al punto di riunione al Teatro Duse per la nostra escursione è stato spostato alle 11:00.
Attraccando a quell’ora è probabile che non scenderemo prima delle 11:30.
Stanotte abbiamo ballato abbastanza… il mare è ancora mosso e il cielo nuvoloso.
È impressionante come da tranquillo e azzurro, questo gigante blu, possa diventare nervoso e di un colore come di piombo.
Saliamo a fare colazione, cercando di tenere in equilibrio i vassoi mentre camminiamo dai buffet al tavolo.
Terminata la colazione scendiamo in cabina.
Facciamo una partita tra di noi a Burraco e incredibilmente riesco a battere Stefano!
Sono le 10:45, recuperiamo gli zaini e saliamo al Teatro Duse, che si riempie velocemente.
Finalmente viene chiamata la nostra escursione.
Saliamo al Ponte 3 dove è approntata l’uscita al terminal di Brisbane.
Ecco la mia agente di sicurezza preferita (Roquita) che rileva le nostre Costa Card e ci augura una buona escursione.
Procediamo in un ‘biscione’ di corridoio che ci porta al terminal, scendiamo al piano terra e ci dirigiamo verso il pullman, dove ci attende la nostra guida, Deb, una signora dal sorriso aperto e coi capelli raccolti in un codino basso.
Parla inglese in modo comprensibilissimo, e ne sono felice, perché le spiegazioni sono tutte in inglese.
Nigel, il nostro autista, avvia il motore e partiamo in direzione autostrada: avremo parecchio prima di raggiungere il “Lone Pine – Koala Sanctuary”, dove – manco a dirlo – i protagonisti indiscussi saranno i Koala!
Appena arriviamo ci danno il benvenuto un paio di Iguane, un tenero Wallaby, alto non più di quaranta centimetri e un Wombat… no, quello non ci dà il benvenuto… era troppo intento nella sua pennichella!
E finalmente eccoli lì, i protagonisti del parco, i Koala!
Vivono a risparmio energetico, dormendo una media di 18-20 ore, soprattutto perché l’Eucalipto, di cui si nutrono, fornisce un basso apporto calorico.
I Koala si nutrono con circa cinquanta delle ottocento specie di Eucalipto che cresce in Australia, e hanno dei particolari batteri che consentono loro di digerire le foglie tossiche.
Dopo il punto ristoro, c’è una costrizione, al cui interno, diversi tavolini offrono l’opportunità di sedersi e godere della compagnia dei Koala che se ne stanno accoccolati sui trespoli installati lungo il perimetro.
Il personale del parco sostituisce periodicamente i rami di eucalipto, fornendo loro cibo sempre fresco.
Dopo averli ammirati e fotografati proseguiamo in un’area adibita a giardino: un enorme prato verde piantumato accoglie un gran numero di canguri, che si lasciano avvicinare dall’uomo, ormai abituati alla nostra compagnia.
Ci sorprende il loro temperamento: la maggior parte di loro era sdraiata, uno ha allungato una zampa toccando il vicino che gli ha tirato un calcio dritto nello stinco!
Il poveretto si è alzato e quelli intorno l’hanno apostrofato pesantemente con un verso che sembrava un profondo mugugno di dissenso.
Un altro si è avvicinato a un bambino che gli ha offerto del cibo.
Avendolo terminato, il bambino si è allontanato, e il canguro si è avvicinato a me in cerca di foraggiamento…che non avevo.
Ho avvicinato la mano a palmo in su al suo musetto, e lui, dopo aver accertato che di cibo non ce n’era, ci si è appoggiato per farsi fare un grattino sotto al mento.
Salutiamo la moltitudine canguresca e velocizziamo il passo, avendo poco tempo a disposizione e molte cose da vedere.
Fatta una veloce tappa al punto di ristoro, ci dirigiamo alla ricerca dell’ornitorinco, che purtroppo non ci sembrava in condizioni, come dire, ottimali: la bestiolina ha nuotato in tondo, nella sua vasca, per tutto il tempo in cui ci siamo fermati ad osservarlo, motivo per il quale non siamo riusciti a fotografarlo.
Usciamo e ci troviamo di fronte una gabbia con dei pappagalli bianchi, davvero belli, e appena facciamo un passo per allontanarci sentiamo “Bye bye”.
…siamo soli… chi ha parlato?
Era uno dei due pappagalli!
Ripetiamo “Bye bye” e lui ci risponde ancora!
Fantastico!
Proseguiamo e troviamo pappagalli coloratissimi.
Sono tantissime le specie di uccelli che incontriamo, alcune già viste anche al Featherdale Sydney Wildlife Park, altre per noi nuove, come il pappagallo rosa!
Proseguiamo e entriamo nel settore degli alligatori e degli anfibi: un coccodrillo enorme si gode la siesta al sole, per scaldarsi.
Poi vediamo un Dingo, e altri rettili sugli scogli accanto alle piccole pozze d’acqua allestite nelle zone a loro dedicate.
Termina così la nostra ora e mezza di giro del parco, risaliamo in pullman e partiamo alla volta della Gold Coast.
A guardarla su Google Maps è una zona incredibile: canali navigabili con piccole imbarcazioni, sono, oltre alle normali strade, l’altra faccia della viabilità.
Quartieri di livello alto, con case singole ben tenute, lasciano posto ad altissimi grattacieli e a una spiaggia chilometrica, il paradiso dei surfisti, purtroppo chiusa da ormai cinque giorni, per le cattive condizioni meteo.
Fare il bagno qui in Australia è decisamente pericoloso!
Le correnti marine sono fortissime e le onde in un attimo ti portano al largo…
Senza contare gli squali e le meduse…
Amo il mare, ma oggi tengo i piedini all’asciutto.
Quanto ai bagnini, ne vedo giusto uno… molto più esile del Mitch Buchannon che, con la serie “Baywatch”, negli anni novanta, ha forgiato l’identikit del “bagnino”.
Il ragazzo ha però parecchio carattere: avvistati dei bagnanti che si sono spinti un po’ troppo al largo, sale sul suo mezzo e, in un quattro e quattr’otto, intima loro di uscire con una voce ferma e perentoria che si diffonde dall’altoparlante alla porzione di spiaggia di sua responsabilità.
Dopo una passeggiata sulla spiaggia, ci godiamo un giretto tra le bancarelle e lì, signore e signori, incontro due poliziotti che potrebbero tranquillamente essere due attori in una serie tv!
Mi avvicino e, confesso un pelino in soggezione, chiedo di poter fare una foto con loro, che rispondono un “Of course!” con un sorriso a tutta dentiera!
Mi metto in mezzo tra loro… e mi sento tipo una puffa!
Stefano si prepara per scattare la foto, e quello alla mia destra scatta avanti nascondendomi completamente.
Faccio un salto per cercare di sbucare almeno con la testa nella foto, e mi appoggio alle sue spalle per fare leva.
Stupito dall’intraprendenza di questa nanetta italiana, il poliziotto, ridendo di gusto, mi si rimette accanto e finalmente ho la mia foto!
Sono simpaticissimi e dopo averli salutati ripenso a Napoli, e ai militari con cui non ho potuto fare la foto… “Signora, mi dispiace, ma non è possibile!” …pazienza… questi due poliziotti hanno abbondantemente compensato!
Riprendiamo il nostro giro e prima di risalire sul pullman ci concediamo dello shopping nel centro commerciale di fronte alla spiaggia.
Al rientro in nave, purtroppo, il tramonto non ci offre panorami spettacolari: l’autostrada è la via più veloce per rientrare ma anche quella meno panoramica.
Rientrati sulla Deliziosa, facciamo una corsa a capicollo in palestra per intercettare Paolo: dobbiamo fare la misurazione!
Ci riusciremo appena in tempo per una velocissima doccia prima di cena.
Carlo e Fulvia hanno già cenato e ci raccontano al loro giornata in compagnia di amici che abitano qui a Brisbane: grazie a loro, hanno potuto visitare molto bene la città, che purtroppo noi non abbiamo visto.
Chissà… magari un domani…
Mentre saliamo a prendere la tisana, Stefano viene colto dalla voglia di gelato: pit-stop di rifornimento alla Gelateria Amarillo al Ponte 3.
Incontriamo Tina e Mario, un’altra coppia recentemente conosciuta, che ci offrono il gelato e la loro graditissima compagnia.
Trascorriamo così la nostra serata e arrivati in cabina, giusto il tempo di infilarci il pigiama, crolliamo dal sonno!
Signore e Signori, a domani!
Wow. Brisbane sembra bellissima.
Veder un cane tra tutti quegli animali fa un po’ strano 😅 . L’intruso 😂
In realtà non è Brisbane 😄, Brisbane non l’abbiamo vista.
Quella è Surfers Paradise nella città di Gold Coast, a 70 Km da Brisbane.
Purtroppo l’oceano era troppo pericoloso in quei giorni, così i surfisti sono rimasti all’asciutto.