Mi sveglio e trovo un messaggio stringato di mio fratello ed un link.
Quando lo apro sono incredula.
Un incidente in un bosco, un ramo caduto, Giacomo, un amico dei tempi dell’Oratorio ai Sales, non è sopravvissuto.
Ha donato organi e tessuti e salverà venti persone: tipico di lui!
La bontà d’animo ed il buon cuore, insieme a un sorriso e ad uno sguardo che arrivava in profondità, sono sempre state le sue caratteristiche, come di suo fratello.
Oggi sorridere sarà immensamente più impegnativo!
Forse la lontananza amplifica i sentimenti, forse penso a quanto poco basti per perdere una persona cara, e la paura prende piede.
Dopo colazione sono andata in Cappella.
Avevo bisogno di un momento al riparo dalle altre persone, un momento di raccoglimento, un momento per ricentrarmi e stemperare le paure.
Ecco perché è importante il tempo che si trascorre con le persone care: si creano ricordi, e quelli rimangono.
Dopo qualche minuto mi sento un poco meglio e, col PC nella borsa, mi dirigo a passo svelto al Grand Bar: è tempo di mettersi al lavoro!
Sono al tavolino a scrivere e si avvicina il Signor Antonio, e scambia due parole con noi: mi piacciono il suo accento romano, il suo sorriso, la sua voce profonda e soprattutto la sua schiettezza.
Ci racconta piccoli aneddoti alla Agatha Christie e dei “piccoli misteri” che si svelano a chi ha imparato l’arte di saper osservare.
Mi fa sorridere, lui non lo sa, ma ha compiuto un piccolo miracolo.
Antonio se ne va sulla sua sedia motorizzata, “Mi raccomando, vada piano che se no le danno la multa!” gli dico, lui ride.
Questo sorriso e questa risata sono dedicati a te Giacomo, come ogni altro sorriso di oggi.
Ciò che facciamo con ciò che accade, definisce chi siamo.
La giornata procede tranquilla, anche se i pensieri oggi sono come sospesi in una bolla.
Questa sera, al Grand Bar, si terrà una Festa dedicata al Carnevale Cinese.
Fino all’ultimo sono combattuta: non sono dello spirito giusto per ‘fare festa’.
Forse però è un’occasione per non lasciare che i pensieri grigi si impossessino di ogni emozione.
Anche Stefano mi sprona a sorridere: questa sera indosserà un Kimono blu e nero (double face), che ho acquistato a Hong Kong in una bancarella del Mercato serale in Temple Street, e che gli sta benissimo.
In mezz’ora mi preparo, indossando il mio Kimono, è giapponese, lo so, ma mi piace troppo!.
Raccolgo i capelli, metto gli spilloni che ho comprato in Corea, ma il ventaglio, quello è Made in Hong Kong!
Ceniamo con Fulvia e Carlo e dopo cena facciamo una passeggiata al Grand Bar, allestito con lanterne rosse (i ragazzi dell’Animazione sono davvero bravissimi!) ma ci tratteniamo poco.
Saliamo a prendere la tisana e ci ritiriamo in cabina per preparare gli zaini per l’escursione di domani.
Spero che il sonno mi aiuti a carburare un pochino!
Buona notte a tutti.
Meravigliosi!!! Stefano è elegantissimo! E Tu… come sempre! Vi voglio bene❤️❤️❤️
Che spettacolo!!!