Ore 8:45. Punto di riunione: Sharazad Disco al Ponte 2.
E noi, puntuali, dopo la colazione, ci siamo recati al punto d’incontro per partire per l’escursione di oggi “Tradizione buddhista e Mercati di New Kowloon” che durerà quattro ore e mezza.
Le tappe di oggi ci porteranno in diversi luoghi, alcuni dei quali visitati ieri.
Il nostro pullman è il numero 46 e la nostra guida si chiama Michael e parla benissimo inglese e tedesco.
Con noi ci sarà anche la straordinaria Sonia, che farà da traduttrice per noi italiani, permettendoci di apprezzare le informazioni che la nostra guida ci darà.
Il pullman non ha tutti i pupazzetti di quello di Pong, ma si difende comunque onorevolmente, con un simpatico pulcino dall’aria contrariata!
Partiamo e la nostra prima tappa sarà quella che più di tutte mi emozionerà quest’oggi: il Nan Lian Garden e il Chi Lin Nunnery.
Il Nan Lian Garden è un meraviglioso giardino realizzato nel rispetto del Feng shui.
Nel Feng shui, i due elementi principali, il vento che effonde e sparge, e l’acqua che raccoglie, assorbe e trasporta l’energia vitale naturalmente presente nel pianeta, con il loro scorrere determinano la carica di energia vitale di un particolare luogo.
Il perfetto equilibrio tra acqua e vento è similare allo Yin e allo Yang nel taoismo.
Il giardino è stato inaugurato il 15 novembre del 2006 e si sviluppa su una superficie di 35.000 metri quadrati.
Una efficace descrizione del giardino la si trova cliccando QUI.
Nel giardino sono presenti innumerevoli piante, rocce, strutture in legno.
Vi è un ristorante, e nello stagno del loto si trova lo splendido padiglione dorato della Perfezione, collegato con due ponti rossi al percorso per i visitatori, vi sono due musei, uno dedicato alle rocce (il Rockery) con esposizioni al coperto di rocce del fiume Hongshui, e il secondo ai metodi di costruzione e alle architetture dei templi.
C’è una cascata artificiale dietro cui si trova il ristorante vegetariano.
C’è un mulino, e infine la perla: il monastero Chin Lin.
È stato fondato nel 1934 come un luogo di ritiro per monache buddiste, ed è stato ricostruito nel 1998 seguendo lo stile e l’architettura tradizionale della dinastia Tang.
Vi si accede, tramite una scalinata, passando da un primo cortile, con vasche piene di fiori di loto meravigliosi e porticati, sotto ai quali sono messe in mostra delle magnifiche rocce, ciascuna delle quali riporta, in un cartello alla sua base, delle frasi.
Oltre alle vasche con i fiori di loto, sono presenti innumerevoli bonsai e da un’ulteriore scalinata si accede all’area sacra del monastero.
Qui è severamente proibito scattare fotografie!
…ma certe immagini restano nella mente.
Statue enormi, pace infinita, e il cuore pulsante del monastero: cinque statue dorate, e l’atmosfera di qualcosa di unico.
Siamo nel cuore di una città come Hong Kong, con grattacieli svettanti verso il cielo e veicoli ovunque, eppure qui, nel cuore del monastero, c’è silenzio.
Le barriere antirumore fanno il loro dovere, e lo fanno talmente bene da rendere fastidioso qualsiasi sussurro.
A parole è difficile spiegare le emozioni che ho provato in questo luogo.
Qui si percepisce il sentire di una cultura e di una tradizione forte.
E andare via da qui è tremendamente difficile!
Saliamo sul pullman e ci dirigiamo al mercato aviario seguito dal mercato dei fiori, che abbiamo già visitato ieri (e dove comunque tornerei altre mille volte!).
Arriviamo a Public Square Street, e con la guida e Sonia decidiamo che è più opportuno darsi un orario di ritrovo e concedere libertà di movimento tra il Mercato della Giada e quello dell’Umido (dove di trovano bancarelle di pesce e cibo in tipico stile Street Food).
Ci rechiamo velocemente al Mercato della Giada, dove una miriade di bancarelle, zeppe di prodotti, si susseguono in un dedalo di corridoi.
I mercanti sono piuttosto “aggressivi” ma sempre molto cordiali e sorridenti.
Facciamo qualche acquisto e cerchiamo di recarci al Mercato dell’Umido che però non troviamo…
Avendo poco tempo a disposizione, decidiamo di visitare il Yaumatei Tin Hau Temple, che dà il nome alla vicinissima Temple Street.
Terminiamo la visita e risaliamo sul pullman in direzione della Nave.
Passati i controlli e saliti a bordo, ci dirigiamo subito al Ponte 9 per pranzare.
Arrivati in cabina finalmente mi posso stendere: ho i piedi in fiamme!
In due giorni ho fatto più di trenta chilometri a piedi!
Stefano approfitta del tempo, che abbiamo prima della partenza, per visitare il terminal, la cui struttura è ancora in fase di costruzione, ma che al piano superiore ospita un giardino stupendo!
Dannati piedi…
Cerco di riposare un po’ e quando Stefano rientra salgo al Ponte 11 per scattare le ultime foto prima di salpare alla volta del Vietnam.
Così fa anche Stefano.
Ci prepariamo velocemente per la cena e saliamo al Ristorante Albatros per cenare con Fulvia e Carlo.
Al termine della cena siamo tutti provati: meglio andare a riposare!
Domani è un altro giorno, fortunatamente di navigazione, ma in Vietnam ci aspettano altre escursioni lunghe!
Buona notte a tutti!
wow, sembra bellissima
Si, bellissima. E la parte moderna è ancora tutto un cantiere!