Anche stamattina sveglia presto: alle 8:30 ci attendono al Grand Bar per partire con l’escursione “L’essenza di Singapore”.
Dopo una colazione veloce ma sostanziosa, eccoci pronti a scendere.
In gruppo con noi ci sono anche Tina e Mario, una simpaticissima coppia di Monza, imbarcati a Sydney.
Passiamo i controlli dei passaporti e ci dirigiamo al pullman che ci attende per portarci alla scoperta di altri angolini della Città del Leone, grazie ad Eros, non Ramazzotti e non il dio dell’Amore, ma una guida italiana, con un genuino accento romano ‘de Roma proprio’, super simpatica!
Accediamo al Singapore Botanical Garden dal Tyersall Gate, e non vedo l’ora di entrare nel National Orchid Garden, praticamente un santuario a cielo aperto del mio fiore preferito!
Trascorrerei tra questi sentieri un’intera settimana, ammirando i colori e le forme di queste magnifiche orchidee! Le specie presenti nel giardino sono innumerevoli e alcune mostrano tutta la grazia e l’eleganza di questo fiore dalla corolla così particolare.
Abbiamo scattato così tante foto da decidere di creare, sulla pagina di questa giornata, una sezione dedicata ai fiori, così gli appassionati possono riempirsi gli occhi e chi non è interessato non si sorbisce le centinaia di scatti che abbiamo fatto!
Tra le orchidee, nel giardino, sono anche presenti alberi di un altro fiore che mi piace moltissimo: il frangipane, o tiaré, tipico delle zone tropicali.
Stefano riesce anche a visitare la serra che riproduce il clima delle montagne, umido ma davvero freddo, ideale per alcune specie di orchidee, e non solo.
Riprendiamo il pullman e , costeggiando Newton e attraversando Little India, ci dirigiamo a Merlion, nel cuore di Singapore, per ammirare, come ieri, la città dalla statua del Leone bianco che si affaccia sul mare.
Lasciamo il pullman vicino a Victoria Concert Hall e attraversiamo l’Anderson Bridge arrivando al Merlion Park, percorrendo il passaggio pedonale che passa sotto il ponte della Esplanade Drive,
Purtroppo Piove, ma la città e il panorama che offre sono comunque straordinari.
Sotto l’Esplanade Drive, accanto al 7 Eleven (una delle catene di supermercatini che abbiamo trovato dall’Australia fin qui), c’è un rivenditore di durian e non resistiamo alla tentazione di provare questo sapore nuovo.
Stefano prende un gelato, io una busta tipo patatine di durian essiccato.
Sapevamo che il ‘profumo’ del durian non era così… profumoso… anzi, è decisamente puzzoso!
Ma sul sapore ci avevano detto fosse buono… o comunque commestibile…
Lui mangia il suo gelato, io metto in bocca un pezzettino di durian essiccato…
Errore fatale!
Mi si fa in bocca una cremina allapposa che mi invade tutto il palato e sprigiona un sapore terrificante!
Guardo Stefano e non mi pare a lui vada meglio!
Il 7 Eleven viene in nostro soccorso e acquistiamo Pringles super salate e tè al lychee per cercare di pulirci la bocca da quel fetido saporaccio!
Stefano continuerà a sostenere che bisogna farci l’abitudine a questo sapore così particolare… , dal canto mio continuo a preferire il sapore di una cacio e pepe, dei casoncelli, della tagliata, dell’aceto balsamico, del sushi, della salsa di soia, e di altri miliardi di cose… ma col durian ho chiuso, definitivamente e insindacabilmente!
Chiudo il sacchetto, che fortunatamente è predisposto con una sigillatura ermetica!, e lo rinchiudo in una borsina di plastica con quadruplo nodo che manco Houdini potrebbe scioglierlo!
Ritorniamo verso il pullman e ci dirigiamo a Chinatown, proprio dove siamo stati ieri sera, e ne approfittiamo sia per farci un selfie con super Eros che per ammirare il Tempio che ieri sera era già chiuso: un capolavoro!
Migliaia le statue grandi e piccole delle divinità: tutte magnificamente realizzare!
L’area dedicata ai fedeli è giustamente delimitata, anche se purtroppo ci sono sempre visitatori che dimenticano di essere in un luogo sacro, magari non per loro, ma di certo per alcune delle persone presenti che vedo raccolte in una preghiera accorata e questo mi spinge a cercare di fare il meno rumore possibile passando loro accanto.
Dopo la visita al Tempio, entriamo in un negozietto e ci sono delle cosette carinissime che a casa, su quella mensolina lì, e poi quel fermaglio… e quell’altra cosettina… e vuoi non prendere questo e quello… impossibile resistere: fuori la carta di credito, occhi chiusi e via!
Mentre Stefano percorre la via dei negozietti alla ricerca di una cosa che purtroppo non ha trovato, io mi diverto nel mercatino di fronte al Tempio ad ammirare le bancarelle che espongono vestitini deliziosi… ma faccio la brava e non acquisto (più) nulla.
Ripartiamo alla volta del Monte Faber, che diciamo è più una collina, ma dalla quale si gode un panorama suggestivo di Singapore, della baia dov’è ormeggiata la Deliziosa e dell’Isola di Sentosa.
Nel tragitto di ritorno verso il porto, attraversiamo al zona finanziaria che è in decisa espansione, con la costruzione di grattacieli in un susseguirsi di cantieri.
Rientriamo con il pullman al terminal, ma la voglia di conoscere questa città, porta me e Stefano a decidere di non salire subito a bordo, ma concederci un giro al Gardens by the Bay.
Mentre percorriamo la strada che ci separa dalla fermata della metro, vediamo moltissime persone festeggiare, con dei pic-nic, questa giornata di festa per la fine del Ramadan.
Nella metropolitana, una volta scesi alla fermata più vicina al Gardens by the Bay, camminiamo per parecchio, ammirando la vastità della stazione metropolitana sotterranea, dei suoi ampi corridoi e delle gigantografie che su una delle pareti presentano un excursus storico di Singapore, dall’ottocento ai giorni nostri.
Finalmente guadagniamo l’uscita, ma per arrivare al Giardino c’è ancora mezzo chilometro, che percorriamo camminando e sentendo tutta l’afa del pomeriggio.
Ma questo Giardino è qualcosa di davvero straordinario e perderselo non è proprio contemplato!
Cascatelle, laghetti con le ninfee sono solo l’inizio di un paio di ore spettacolari immersi nella natura!
Arriviamo finalmente vicino ad alcune di quelle famosissime strutture a forma di albero con l’ombrello aperto, sulle cui pareti la natura delle piante, sapientemente installate, sta prendendo il sopravvento!
Entriamo nel Flower Dome, sotto la struttura di vetro e acciaio visibilissima anche dalla Deliziosa, e al suo interno troviamo la riproduzione dei vari giardini: sudafricano, australe, mediterraneo e sudamericano.
Passiamo poi in un’altra area, nella Cloud Forest e qui ci accoglie una cascata d’acqua circondata da un giardino verticale.
Dopo aver fatto il pieno di natura e percorso quasi otto chilometri solo con questo giretto postescursione, i miei piedini e la mia schiena sono al capolinea e ci affidiamo ad un taxi che, per dieci dollari (la miglior spesa della giornata!), ci riaccompagna in nave.
Sono le 17:00 e noi, cotti come non mai, passati i controlli e rientrati in cabina, ci concediamo una doccia rinfrescante prima di “svenire” sul letto per un paio di ore, mentre la Deliziosa molla gli ormeggi e riprende la navigazione verso Port Klang.
Rinveniamo giusto per la cena, al termine della quale, dopo aver condiviso con Fulvia e Carlo le nostre giornate a Singapore, ci rituffiamo tra le braccia di Morfeo, nella speranza di riposare a sufficienza per affrontare l’escursione di domani in Malesia!
Buona notte a tutti!
Che splendore di piante e fiori, e…. tutto❤️❤️❤️
Davvero da starci una settimana solo per ammirare i fiori! 😜😊😁