95. Singapore

Ore 9:00 arrivo a Singapore.

Veniamo accolti da otto “draghi”, quattro rossi e quattro gialli, che ci danno il benvenuto al ritmo dei tamburi e dei piatti.

Il terminal è enorme!

Iniziano le operazioni per agganciare la nave al terminal, e appena possibile, scendiamo a terra.

Ci accoglie un cielo azzurro con qualche nuvoletta bianca, un sole abbagliante e una temperatura cocente, con una elevata umidità.

Per fortuna la maggior parte dei sentieri pedonali è all’ombra.

Decidiamo, da autentici eroi all’avventura, di andare verso il Marina Bay hotel a piedi anziché con la metro: pare essere a poca distanza.

Errore!

La distanza non è pochissima e gli ottomila passi li raggiungiamo prima di essere arrivati.

L’intento era quello di trovare un centro commerciale, che però sfugge ai nostri radar.

Un po’ sconsolati e parecchio accaldati, decidiamo di dirigerci verso la zona centrale.

Cammina cammina, arriviamo alla Marina Bay Waterfront Promenade dalla quale si gode di una paesaggio mozzafiato tra i grattacieli di Singapore.

Entriamo nella zona finanziaria, dove svettanti edifici sono l’alveare di migliaia di impiegati, tutti in camicia bianca e pantaloni lunghi, certamente abituati a questa canicola.

Dopo aver tentato la fortuna, entrando in un paio di edifici alla ricerca di un negozio che vendesse valigie, ci arrendiamo all’evidenza: qui nulla da fare.

Optiamo per la metro e rimaniamo davvero stupiti nel trovarla deserta!

A terra, vicino all’apertura delle porte (che utilizzano il sistema di protezione installato anche nella metropolitana di Brescia), a terra, ci sono delle chiare indicazioni su dove posizionarsi: qui in oriente, fare una coda ordinata è normale amministrazione, un po’ meno per noi occidentali…

La rete metropolitana è molto efficiente, con corse che si susseguono a pochissimi minuti l’una dall’altra e coprono tutta la città.

Persino all’interno c’è l’indicazione, in evidenza, del lato da cui scendere, e, oltre alla voce registrata, anche un comodo pannello visivo fornisce informazioni sulla prossima fermata.

Nel tunnel che ci porta all’aria aperta troviamo una curiosa insegna pubblicitaria: “Forever. Palermo.” che pubblicizza una nota marca di calzature… aria di “casa”…foto!

Emergiamo alla fermata di Somerset e ci dirigiamo, tra i palazzi ultra chic, verso il negozio “Rimowa” che alla modica cifra di milleduecento dollari statunitensi, ci offre una bellissima trolley… ci penso su…grazie… arrivederci…

Non so se sia il caldo o la cifra che hanno sentito le mie orecchie, ma ho bisogno di riprendermi!

Un centro commerciale è a portata di passi, e ci infiliamo velocemente assaporando ogni brividino che l’aria condizionata a palla ci fa provare.

…la precauzione non è mai troppa: meglio mettere sulle spalle un golfino o domani siamo ko.

La creatività qui non ha confini e ci sono miriadi di attività commerciali, racchiuse in un edificio enorme, che ha addirittura un passaggio sospeso verso un altro edificio, interamente dedicato a Footlooker.

Dopo esserci ristorati con uno smootie spettacolare yuzu e lime, siamo pronti per ritornare verso il porto, rigorosamente in metropolitana!

Scendiamo dalla metro all’ultima fermata della linea rossa, e se la memoria non m’inganna, qui vicino, in una bancarellina vicino al terminal traghetti, c’era una trolley in vendita, che i miei occhi hanno captato all’andata…

E avrò anche i neuroni sfatti dal caldo, ma eccola lì!

Mia!

E felice come una pasqua, trotterello con la mia trolley verso la Deliziosa…facendo ben attenzione a stare all’ombra perché sento le spalle leggermente arrossate…

Abbiamo giusto il tempo di farci una doccia ultrarapida, salire a mangiare qualcosa e riprenderci dal calore mattutino che alle 17:30 dobbiamo trovarci al Teatro Duse, per l’escursione numero 6107 dal titolo “Singapore by night”.

Ripassiamo nuovamente i controlli che sono supertecnologici: scansione del passaporto, rilevazione impronte digitali, foto del viso e il tutto viene fatto passando attraverso dei tornelli automatizzati. Qui sono troppo avanti!

Scendiamo al terminal dei pullman dove ci attende la nostra guida Chan, che però precisa di non essere parente con “quel Chan dei film”.

Iniziamo il nostro tour mentre il sole piano piano cala, e i palazzi in stile coloniale sfilano ai lati del pullman. Ora c’è un po’ più di traffico, ma le auto sono sempre poche e Chan ci spiega che è perché qui costano un patrimonio e per possederne una serve una licenza (oltre alla patente di guida!), anche quella molto costosa.

Arriviamo a Clarke Quay, tra casette multicolor e ristorantini tipici, dove inizia un mini tour sul battello partendo dal Boat Quay, che seguendo il fiume Singapore, ci porta al Merlion da dovesi gode una delle più belle e suggestive vedute a 360 gradi di Singapore: i grattacieli, il Marina Bay, l’osservatorio, il teatro, il Leone di Singapore…un incanto!

Rientriamo al molo e scesi dal battello proseguiamo alla volta del pullman che ci portaa Chinatown, dove un bellissimo tempio, purtroppo già chiuso, fa da cornice ad una piazza da cui inizia una via di bancarelle e negozi.

Riprendiamo il nostro giro con il pullman e arriviamo al Merlion da cui ammiriamo le statue dei Leoni, una rivolta alla baia, l’altra della leonessa all’interno del giardino, e i locali che sono brulicanti di vita.

Ora che la notte ammanta la città, le luci di Singapore sono uno spettacolo!

Terminata la sosta fotografica, Chan, che ben conosce i passaggi più nascosti della città, ci porta al Fullerton Hotel, il più prestigioso di Singapore, dove gusteremo una cena spaziale!

Un buffet con ogni ben di dio, in una cornice d’altri tempi.

Il Fullerton era l’Ufficio Postale di Singapore, tramutato poi in Hotel di lusso e ha conservato la bellezza autentica del tempo che fu, omaggiando la raffinatezza dei saloni con attività come la vineria esclusiva o il ristorante.

Decidiamo di cenare all’aperto per goderci il panorama e Stefano ne approfitta per andare a scattare qualche foto all’installazione “The first generation”, raffigurante statue di bambini che si tuffano nel fiume, posta a pochi metri dal Cavenagh Bridge.

Terminata la cena, con il pullman, percorriamo un giro panoramico della città, ammirandone i grattacieli illuminati.

Arriviamo al terminal e un’installazione ci ricorda che oggi termina il Ramadan per gli amici mussulmani: allora Selamat Hari Raya Aidilfitri!

Rientriamo in nave dopo i controlli dei passaporti e una volta in cabina, doccia veloce, controllino allo zaino per domani e a nanna: oggi abbiamo percorso più di ventitremila passi!

E domani Singapore ci aspetta ancora!!!