104. Navigazione

Ci siamo svegliati alle 8:30, con calma e dopo una notte di riposo come non ne dormivo da settimane.

Dopo una doccia, saliamo a fare colazione e troviamo un tavolino vicino alle vetrate: ci piace sentirci vicini al Mare…

Dopo la colazione scendo al Ponte 3, e scatto alcune foto a questo panorama un po’ bigio… il cielo è velato di nubi a strati, il mare ha quel colore tra il metallico e il setoso, e le onde, increspandolo, lo fanno somigliare alla seta grezza che abbiamo visto alla fabbrica di seta a Hoi An.

Mi fermo per qualche minuto a scrutare l’orizzonte…e mi ritrovo con le braccia conserte appoggiate al parapetto e il mento sopra di loro… e mentre chiudo gli occhi si sentono solo il mare e i motori della Deliziosa. Penso “Chissà come dev’essere stato solcare i mari con le navi ai tempi dei primi esploratori…?!”

I racconti di Alessandra Falcolini, durante le conferenze culturali, raccontano di una vita dura, piena di sacrifici e ristrettezze.

Oggi le condizioni sono di certo migliori, ma, anche oggi, il personale di bordo fa tanti sacrifici, primo fra tutti la lontananza dagli affetti per tanti mesi.

Mi sento grata per la loro scelta lavorativa: grazie a loro il mio viaggio è confortevole!

Mi stacco mal volentieri dal parapetto, ma devo scendere al Grand Bar per scrivere!

Stefano è tutto immerso nel suo lavoro, e dopo qualche minuto anche io sono assorbita dalle ricerche e dalla scrittura.

Riemergo solo per salire a pranzo al Muscadìn e poi scendiamo in cabina per riposarci.

Verso le 16:30 salgo per la merenda, che è sempre allestita con una varietà di proposte: panini imbottiti con ogni ben di dio, fette di torta, biscotti, tè, tisane, caffè… c’è di tutto.

Riscendo in cabina con un caffè per Stefano e riprendo una lettura che mi è cara: il libro scritto da Sara Loffredi, “Sete”, mi apre sempre nuove riflessioni… e mi fa vivere millemila emozioni.

È sempre stata brava a scrivere Sara, sin dalle elementari!

Riemergo dalla lettura per andare al Teatro Duse, dove alle 18:30 si terranno le premiazioni dei Top Cruise e verrà premiato anche Novecento e subito dopo ci sarà lo spettacolo Sister Act, dove i ragazzi dell’animazione vestiranno i panni della combriccola di Deloris Van Cartier e delle sue Sorelle: sono fantastici!!!!!

Girano numeri stellari: più di venti crociere in un anno, decine di migliaia di punti collezionati, … un po’ li invidio.

E pensare che mi sentivo a disagio prima di partire: pensavo “Sto via quattro mesi, a fare qualcosa che ai più è precluso!”. Poi arrivi qui e scopri di essere la pivella tra i pivelli, perché quello che ne ha fatte di meno ne ha almeno quattro a curriculum!

C’è da dire che sono un po’ più… veterani anche nella vita rispetto a noi… ma in questo Giro del Mondo ci sono molte famiglie e non siamo gli unici sulla quarantina, anzi!

Questa sera c’è la cena di Gala e rientro in cabina per vestirmi: questa sera indosserò il saree blu e oro!

Voglio rendere omaggio all’oriente, salutandolo con l’abito, acquistato nell’ultimo paese che abbiamo visitato, che rappresenta per me il sogno di un paese che ancora devo visitare: l’India!

Quando l’ho acquistato ho chiesto consiglio alla signora che li vendeva. Ne tenevo due in mano, entrambi blu, e le chiesi “Signora, quale mi consiglia, … per me…” e lei, dopo avermi scrutato un attimo, con gli occhi di un colore che non so definire, ma nel quale c’era la profondità di un’immensa cultura, mi indica decisa il saree sul mio braccio sinistro.

Ricordo il suo sguardo, il suo sorriso e il suo viso… mi spiace non aver scattato una foto ricordo con lei.

Mentre indosso il saree mi accorgo di aver acquisito più dimestichezza rispetto a tre giorni fa: riguardo il tutorial per sicurezza ma i passaggi me li ricordo bene.

Chissà se tornata a casa avrò occasione di indossarli ancora! Magari una cena a tema… dopotutto, come diceva George Bernard Shaw, “Le persone che progrediscono nella vita, sono coloro che si danno da fare per trovare le circostanze che vogliono, e se non le trovano, le creano!”, …. una  cena tra amiche, con cibo indiano, potrebbe essere un’idea! Me lo appunto!

Siamo pronti! Stefano con la camicia bianca e la giacca è un figurino, e mi fa lo stesso effetto della prima volta che l’ho visto, il 25 febbraio del 2006… un ETR500 in corsa… e le farfalle nello stomaco!

Siamo diversi sotto tanti aspetti, eppure stiamo ancora insieme, cresciamo insieme, prendendoci le misure ogni giorno, smussando gli angoli, aggiustando gli spigoli e ridendo insieme, tanto!

Saliamo al ristorante e mentre passo accanto al Bar delle Delizie, uno dei ragazzi che erano con Ragavan quando abbiamo scattato la foto insieme, la prima volta che ho indossato il saree, mi fa un complimento “Madam, you’re a perfect indian woman”, e gli rispondo con un inchino e un “Namastè” di cuore.

Non indosso questi abiti per scimmiottare usi e costumi. Li indosso perché vorrei davvero mettermi nei loro panni, per comprendere le loro culture: dopotutto è per questo che sono su questa nave!

Ci sarebbe da stare mesi in ciascuna delle tappe fatte finora, ma questo è il Giro, un assaggio, piccolo, di quello che è “il resto” del Mondo.

Dopo cena mi faccio scattare una foto con due dei nostri angeli custodi, Gaylord e Phillip, e poi con lui, che mi ha adottata come “sorellina”, Ibrah: sempre elegantissimo!

Facciamo due passi al Grand Bar ed ecco Suor Maria Marchessa (Marco) a cui raccomando di pregare tanto e bene per noi!

I ragazzi dell’animazione prendono possesso del palco e propongono un “I will follow him” che mi smuove una valanga di ricordi: sedici anni in un coro Gospel sono una gran fetta di vita!

P.S.: Tuniche rosse dei Jazz&Many, bisogna organizzare una reunion e una cantata!

Rientriamo in cabina e ho il sorriso stampato sul viso: musica, saree, belle persone, mare… Stefano… sono tanto fortunata!

Buona notte Mondo, e grazie!