Dopo aver faticato a prendere sonno ed essermi addormentata parecchio più tardi del solito, alle 7:30 sono già sveglia.
Delle luci lampeggianti attirano la mia attenzione: dò una sbirciatina fuori dall’oblò e vedo che siamo già attraccati in porto e c’è del personale a terra che sta attaccando la scaletta per la discesa dei passeggeri, proprio al Ponte 1, a meno di 20 metri dalla nostra cabina.
Ritento un rificco e alle 8:00 passate ci svegliamo.
Usciamo per salire a fare colazione e il personale di bordo sta allestendo i metal detector per l’uscita.
Con calma saliamo al Ponte 9 per la colazione che ci gustiamo guardando i gabbiani ammassati sui container stipati sulle banchine in porto.
Per intravedere la città dovremo uscire a poppa.
C’è vento, ma la temperatura è (finalmente!) gradevole: indosso una maglia con manica a ¾, un giubbino leggero sportivo e un altro antivento e sto benone.
Ritorniamo in cabina senza l’ascensore perché stanno sistemando l’impianto elettrico.
Una volta in cabina, dagli altoparlanti, sentiamo che inizia l’esercitazione per il personale di bordo “Only for crew, only for drill…”
Il tempo di preparare lo zaino per l’escursione di oggi e saliamo a pranzo.
Stefano si lancia in una degustazione di piatti multietnici: polpo alla greca, hummus, baba ganoush, tzatziki, tortilla di manzo alla libanese, ecc.
Io opto, ormai da giorni, per il pesce: amo come lo cucinano qui… carpaccio di spada, spiedini di mare, insalata di mare… e un paio di focaccine… lo so!…non dovrei… ma sono piiiicole!
Usciamo a poppa e si sta così bene che ci sdraiamo per qualche minuto sulle sdraio a goderci il sole caldo sul viso… che meraviglia!
Rientriamo in cabina: ultimi aggiustamenti all’abbigliamento e allo zaino e siamo pronti!
Alle 14:15 riunione in Teatro Duse…siamo pronti a partire!
Il nostro è il pullman 67!
Ci accoglie Amine Lahrech che sarà la nostra guida. È marocchino, arabo, e parla molto bene l’italiano.
Passando davanti al Rick’s Cafè, reso celebre dal film “Casablanca”, ci porta alla Moschea di Hassan II, padre dell’attuale Re. Lo spazio dedicato al complesso della moschea è immenso e dà sul mare. Spicca il minareto, decorato nei colori del verde (colore dell’Islam) e dell’azzurro/blu (il colore della divinità). Per la costruzione sono state impiegate moltissime maestranze marocchine che in sette anni hanno eretto questo splendido edificio finemente decorato. All’ingresso della moschea ci togliamo le scarpe e le riponiamo in un sacchettino verde, messo a disposizione di tutti i visitatori (fedeli o non fedeli). Inizia il nostro viaggio alla scoperta della moschea. I soffitti sono un capolavoro di intarsi e decorazioni, sure del Corano e immagini; nella parte centrale della “navata” principale, ci spiega Amine, una parte del soffitto si apre, in particolare durante il mese del Ramadan e se il Re presenzia alla preghiera, per consentire l’aerazione in particolare per mantenere sano il legno di cedro con cui è costruita tutta la copertura. Uno dei miei compagni di viaggio è preoccupato che un incendio possa distruggere il tetto e i soffitti, ma Amine lo rassicura che è presente un efficientissimo sistema antincendio a spruzzo, appositamente installato. I lampadari sono enormi, con cristalli pendenti, e conferiscono un’atmosfera ancora più regale agli interni che regalano contrasti emozionanti di luci ed ombre. L’illuminazione artificiale, con luci calde, viene accesa non appena inizia a calare la luce del sole.
I tappeti a terra sono soffici e di un colore chiaro con bordure di un leggero rosa salmone e permettono ai fedeli, in particolare durante il Ramadan, di pregare comodamente. C’è una zona transennata (e le transenne sono un piccolo capolavoro artistico!) dedicata alla preghiera dei fedeli, in quella zona c’è una inscrizione in oro che riporta delle sure del Corano. Ci spiega Amine che la zona sopraelevata, una balconata lignea che fa da perimetro sulle “navate” laterali, è dedicata alle donne. La tradizione musulmana è molto antica e legata al Corano, che i musulmani leggono ogni giorno (leggessimo anche noi la Bibbia con la stessa frequenza!!!!!). La preghiera è uno dei cinque pilastri dell’Islam e un buon musulmano li rispetta tutti. La testimonianza, la preghiera, l’elemosina, il Ramadan (il digiuno) e il pellegrinaggio. Il pellegrinaggio alla Mecca è un impegno economico molto oneroso per un musulmano e Amine ci spiega che può costare dai cinque ai dieci mila euro a persona, durando quattro settimane (di regola dopo il Ramadan, che serve a purificare). Per questo motivo il Corano ammette che, in carenza di disponibilità economica, i fedeli siano esentati. Ad uno ad uno Amine spiega i cinque pilastri e mi colpisce molto la sua devozione, la sua disponibilità a chiarirci la sua cultura, senza offendere la nostra. Anche in questo frangente la sensibilità, la gentilezza e la pazienza di Amine sono evidenti, al pari dell’ottusità di alcuni soggetti che, sebbene stiano affrontando un Giro del Mondo, lo fanno ancorati al loro piccolo orticello e senza nemmeno interrogarsi se i loro “pilastri” siano davvero fondati su qualcosa di solido o piuttosto su una tradizione mistificata che ha perso la sua bussola! …questi argomenti toccano nervi per me scoperti.
Forse gli studi di teologia mi hanno resa più “sensibile”, ed avverto in questo luogo una sacralità che mi impone il rispetto, indipendentemente che sia dedicato ad una divinità chiamata Allah o a Dio, e mi spiace che non tutti la colgano.
Uscendo dal luogo sacro, rimettiamo le scarpe e scendiamo di un piano, arrivando alla Sala delle Abluzioni: un capolavoro! Colonne, fontane, pareti decorate, e rubinetti installati per consentire ai fedeli la preghiera secondo il canone del Corano. Anche qui è impossibile non percepire la devozione di Amine. Ci mostra il rito del lavaggio che precede sempre la preghiera e mi colpisce il termine “lentamente” che usa per descrivere come ci si lava le mani, mentre mostra il gesto. Trovo in quel termine il segno del rispetto che questo uomo ha per la sua religione ed è per me emozionante: c’è coerenza in lui, nei modi, nelle azioni, con il suo “credo”, e questo lo ammiro tanto.
Risaliamo ed usciamo dalla moschea. Il tempo di uno scatto con Fulvia e Carlo e ci dirigiamo al pullman che ci porta nella parte della città berbera in un negozio che sul retro, tra cunicoli di specchi, conduce in una Farmacia berbera dove ci accoglie un ragazzo italiano di Pistoia, musulmano, che ci racconta i prodotti naturali di questa terra che per me è ancora tutta da scoprire: argan (edibile e per il corpo), rose, semini che vengono utilizzati per inalazioni, spezie, ecc.
Ritorniamo al pullman e ci dirigiamo verso la costa per ammirare l’Oceano Atlantico infrangere le sue onde contro gli scogli. Passiamo davanti al primo Mc Donald’s di Casablanca e proseguiamo verso un quartiere residenziale di alto livello, e Amine ci spiega che qui le case possono arrivare a costare ben quattrocento mila euro, una cifra per loro esorbitante, dato che gli stipendi medi si aggirano attorno agli ottocento euro mensili. Nel corso del tragitto ci spiega che l’attuale sovrano ha disposto dei contributi per i giovani, per aiutarli nell’acquisto della prima casa e promuovere così una solidità sociale. L’istruzione obbligatoria qui è sia pubblica e privata con la differenza che la scuola pubblica inizia a sette anni, mentre la privata può accogliere i bambini dai cinque anni, e termina per tutti a quindici anni. Chi vuole può poi proseguire i propri studi.
Proseguiamo in pullman per la città moderna percorrendo il Viale della Marcia Verde, attraversando il quartiere Maarif. Dal finestrino scorgiamo, in una delle traverse del viale che stiamo percorrendo, una struttura bianchissima; chiedo ad Amine e mi spiega che si tratta della Chiesa del Sacro Cuore, ormai sconsacrata e utilizzata saltuariamente per ospitare eventi culturali.
Scendiamo accanto al vecchio Tribunale del Pasha, una struttura bianca e in mattoni, e mentre Amine ci spiega della Kasba, la parte fortificata di una città, e di altre cose che purtroppo la memoria non ricorda… ci dirigiamo in un Suq dove, sotto i portici si susseguono negozi di abbigliamento che – ci spiega Amine – si preparano per il prossimo Ramadan (ogni musulmano acquista per sé, e nel caso dona soldi ai più poveri, abiti nuovi che verranno indossati l’ultimo giorno del Ramadan, come segno della rinascita purificatrice). La nostra guida ci mostra anche oggetti, come incensieri e teiere, utilizzati durante i riti. Ci conduce poi al Mercato delle Olive dove il profumo intenso e caratteristico di questi frutti ci avvolge completamente. Sono tantissime le bancarelle che espongono cumuli di bellissime olive colorate (ce ne sono di tantissimi tipi), cibi in scatola, cibi tradizionali, e tutti i commercianti sono accoglienti e sorridenti. La giornata nel mercato si svolge sotto lo sguardo attentissimo dei piccioni che sono appollaiati sulle tende delle bancarelle.
Ritorniamo al pullman e ci dirigiamo alla Piazza Mohammed V, per delle fotografie: il Tribunale, la Prefettura ed altri edifici amministrativi, fanno da cornice ad una fontana posta al centro della piazza, mentre una modernissima struttura, opera dell’Architetta Zaha Hadid, si staglia verso l’oceano dall’altro lato della strada. Il tour di Casablanca è terminato e ci dirigiamo verso il porto, scorgendo il fumaiolo della Costa Deliziosa con la sua inconfondibile “C” blu su sfondo giallo oro.
Passiamo i controlli di routine e ci avviamo sulla banchina dove la Deliziosa è ormeggiata. La nave è illuminata e bellissima! Risaliamo a bordo. Il tempo è poco, giusto per una rinfrescata veloce e poi scendiamo per la cena. Mentre attendiamo davanti all’Albatros 2 facciamo la conoscenza di Emily, una simpaticissima ed eccentrica signora francese che, sebbene abbia viaggiato in lungo e in largo, è come noi al primo Giro del Mondo. Conversiamo un po’, anche se il mio francese lascia a desiderare e mi perdo almeno un terzo di quello che mi racconta. Aprono le porte del ristorante, salutiamo Emily e ci dirigiamo al nostro tavolo 80, dove c’è il nostro caro Gaylord ad attenderci: anche stasera il menù è strepitoso. Terminata la cena siamo tutti piuttosto stanchi: l’escursione sebbene facile è stata impegnativa. Dunque una passeggiata veloce e poi…buona notte! Domani navigazione.
Va be a te!
Pota stella!!!!
A proposito…Fai tantissimi auguri a Barbara: domani le mando un messaggio! Un abbraccio a tutti e due!
Bellissime foto e belli voi 😘
Buon viaggio 🌏
Grazie Guen! Ci fa piacere ti piacciano le nostre foto! Un abbraccio!
Waw…
La prox volta che tornerai a Casablanca, fai escursione a Marrakech! L ho adorata!
L’avremmo fatta, ma tra gli strascichi influenzali e soprattutto il recente intervento alla schiena, non mi fidavo a fare tragitti troppo lunghi.
Recupereremo, anche perchè abbiamo trovato una guida bravissima!!!!