C.v.d.: Come volevasi dimostrare…mal di gola/tosse/raffreddore…ok, niente escursione per la Lale.
Dopo essermi comunque preparata e aver fatto colazione, anche se il termometro da segnali rincuoranti (37°C), meglio approfittare del fatto che la maggior parte dei passeggeri sarà a terra e andare a farsi dare un occhio dal medico di bordo.
L’ospedale apre alle 8:30, quindi ho ancora più di un’ora di tempo!
Saluto Stefy e lo vedo scendere dalla nave diretto alla scoperta di questa città che, dalla nostra posizione privilegiata sulla nave, ci mostra uno skyline stile newyorkese: bianchi grattacieli si stagliano sul cielo terso e si specchiano nell’Oceano Atlantico!
L’avrei visitata volentieri, ma la salute oggi è la mia priorità!
Scendo al ponte A e attendo che arrivi l’orario di apertura.
Mi accoglie un’infermiera italiana che prende i miei dati (nome e cabina) e registra le informazioni mediche rilevanti, copiandole dal foglio che ci era stato chiesto di far compilare – prima della partenza – dal nostro medico curante (mi sembra strano che queste informazioni non siano state passate allo staff medico…). Firmo il foglio per il trattamento dati e vengo accompagnata dal medico. Mi riceve il Dott. Daniele Ventura che mi ascolta, legge la mia cartella clinica (che ho portato con me in versione bigino del bigino) e mentre l’infermiera mi fa un paio di tamponi (uno per Covid e l’altro per influenza) mi ausculta e sentenzia che i miei polmoncini e i miei bronchi sono liberi…e io già tiro un grosso sospiro di sollievo! I tamponi sono entrambi negativi (e anche qui stappo virtualmente una bottiglia!), ma, come rileva il medico, che mi ha fregato è il mio sistema immunitario che con la terapia abbassa un pelo le difese, e l’ambiente particolare della nave, con sbalzi di temperatura e umidità, ha fatto il resto. In definitiva è un brutto raffreddore! Se fossimo a casa non mi avrebbe dato nulla, ma viste le circostanze, mi da dell’antibiotico, da prendere nel caso nei prossimi giorni la situazione non migliorasse.
Mi congedo dal Dott. Ventura e vado dall’infermiera per il conto e per farmi rilasciare la documentazione che dovrò presentare, a termine crociera, tramite l’Agenzia Viaggi, all’Assicurazione per il rimborso.
Porto tutto in cabina e salgo ai ponti alti per fare due passi e qualche foto “da lontano” a Cartagena.
Nel frattempo viene effettuata una manutenzione all’impianto elettrico, così faccio anche un po’ di rampe di scale per rientrare in cabina: 10 piani…20 rampe…un po’ di esercizio alle gambette non po’ che far bene.
Rientro in cabina e mi lancio tipo pelle d’orso sul letto!
Accendo la tv (per la prima volta da quando siamo partiti) e ci sono un sacco di canali carini!
In uno ripropongono lo spettacolo di ieri sera, poi ci sono i canali in lingua dedicati alle info della nave, ai film, perfino Rai 1 e un canale Mediaset.
Passa il tempo e dopo qualche ora Stefano rientra dall’escursione, mostrandomi foto di posti incantevoli e raccontandomi la sua mattinata.
Innanzi tutto il nome della città è Cartagena de Indias per distinguerla dalla Cartagena spagnola.
Attraversando la città vecchia hanno fatto tappa al Museo Navale da dove si vedevano le vecchie mura della città progettate dall’italiano Giovanni Battista Antonelli, mura la cui costruzione è durata duecento anni, costruite con i coralli: un’opera incantevole.
Entrati nel Museo Naval del Caribe sono stati accompagnati in una stanza dove hanno assistito ad uno spettacolo di balli caraibici, messo in scena da tre coppie di ballerini oltre ai musicisti: davvero caratteristico! Proseguono la visita percorrendo un itinerario virtuale nella storia di questa terra, da Cristoforo Colombo, passando per la vicenda del Comandante della Santa Maria che, dopo il naufragio, cercò fortuna e riparo tra gli indigeni che però lo trafissero di frecce e lance. La guida ha raccontato la nascita di Cartagena e ha ripercorso le tappe storiche fino ad oggi, senza tralasciare quelle meno felici: Cartagena fu infatti uno dei fulcri per la tratta degli schiavi dall’Africa verso le Americhe… a quell’epoca un cavallo valeva ben quattro schiavi (periodi bui…).
Un altro racconto della loro guida riguarda gli accessi per mare a Cartagena: ve ne sono molti, ma in quello più ampio, sotto il pelo dell’acqua, gli spagnoli costruirono un muro per impedire alle navi pirata di raggiungere la città…geniali!
Si sono poi recati alla Chiesa dedicata a San Pedro Claver (claver significa servo degli schiavi), un missionario che, arrivò in America come inquisitore ma che da subito prese a cuore la situazione degli schiavi e degli indigeni e dedicò la sua opera alla loro salvaguardia e tutela, guadagnandosi, ancora oggi, l’affetto delle popolazioni locali. All’interno della chiesa sono conservate le sue ossa in una teca di vetro, meta della devozione e della gratitudine dei fedeli.
Dopo una passeggiata nel bellissimo centro di Cartagena, coloratissimo e ben tenuto, la guida racconta che ogni anno, il Governo della città identifica le quattro case più belle e le premia esentandole per un anno dal pagamento delle tasse: molto astuto!
La Colombia è nota per l’importanza che riveste il Concorso di Bellezza Miss Colombia che, per i colombiani è un evento imperdibile, al pari degli Oscar per gli statunitensi!, tanto che, vicino alla piazza dedicata a Simon Bolivar, una parte della pavimentazione riporta i volti delle vincitrici dei Concorsi dall’inizio ad oggi, con una particolare menzione d’onore alle due vincitrici colombiane di Miss Universo.
Sulla stessa piazza, si affaccia il Palazzo dell’Inquisizione, ora Museo dedicato a quel periodo, con l’esposizione di alcuni strumenti di tortura.
Proseguono il tour visitando le vie del centro, passando dalla Cattedrale, facendo molta attenzione ai borseggiatori (la guida li ha redarguiti più volte!) e schivando i venditori di strada parecchio insistenti.
Stefano mi ripete un sacco di volte che i palazzi sono bellissimi, molto colorati e con moltissime piante e fiori.
Ripreso il pullman si sono immessi nell’intenso traffico stradale di Cartagena, dove i vicolini stretti e il gran numero di veicoli congestionano le vie della città.
Ci sono tantissimi motorini e moto che sfrecciano zigzagando tra le automobili e i bus. Qui ci sono anche motocicli adibiti a taxi e spesso il casco lo indossa solo il conducente.
La guida li accompagna di fronte al Collegio salesiano dedicato a San Pedro Claver, dove sotto ad un porticato giallo si sviluppano ben ventiquattro negozi per turisti.
Stefano, approfittando della sosta per lo shopping, sale sulle mura della città, dove tra torrette di guardia e cannoni, dà una sbirciatina all’Oceano e ai palazzi della città nuova da lontano.
Dopo la sosta si reimmettono nel traffico per dirigersi alla nave.
C’è molto caldo, ma prima di risalire sulla Deliziosa, vale la pena fare una tappa al Parco poco distante dal Porto, dove una enormità di animali diversi dà l’idea della varietà presente qui: pappagalli, fenicotteri, scimmie verdi, formichieri, tartarughe, ecc.
Gli mostro le foto che ho fatto e insieme saliamo al Ponte 9 per un pranzo leggero a base di frutta, un dolce per Stefy…e una fettina di pizza per me.
Salto il Laboratorio e approfitto del pomeriggio libero per riposare.
Non voglio però mancare allo spettacolo serale, anche perché stasera si esibiscono i “Pioneros del Ritmo” e già solo il nome è un programma: sono artisti unici, capaci di fondere la danza e la musica latina in un performance di altissimo livello ad un ritmo entusiasmante!
I mariti (Stefano e Carlo) ci hanno dato forfait, ma noi, Fulvia ed io, ci spelliamo le mani per applaudire i ballerini e le ballerine che sono davvero dei maestri del ritmo: i passi di danza vengono eseguiti con una velocità esorbitante e una perfezione millimetrica!
Bravissimi!
A fine spettacolo passo dalla cabina per “aggiustare” l’abbigliamento: qui è un po’ un terno al lotto riuscire a trovare la giusta combinazione per far fronte a temperature alte e umidità e insieme proteggersi dalle aree “artiche”…già non proprio ben messa, devo starci attenta…quindi…cambio d’abito!
La cena, anche stasera, era super!
Passeggiatina al piano superiore e poi su al Ponte 9, dove hanno aperto la copertura sopra la piscina, e con la luna che fa bella mostra di sé e le lucine sulle balconate, l’ambiente fa davvero un effetto WOW! Ecco, dopo aver fatto rifornimento di acqua rientriamo in cabina e buona notte a tutti!