Inizia con oggi la terza tratta del Giro del Mondo.
Fa impressione pensare che siamo lontani da casa da più di due mesi!
Spesso mi ritrovo a pensare ai ragazzi e alle ragazze che lavorano qui, a bordo della Deliziosa, per noi, con contratti che li tengono lontani dai loro cari anche per otto mesi: dev’essere tosta!
Qui, per lo meno, io e Stefano siamo insieme e abbiamo la tecnologia che ci permette di rimanere in contatto con i nostri cari (che tra parentesi ci mancano un botto!).
La distanza aiuta ad apprezzare le piccole cose, tipo il giretto in centro con la Miki, gli abbracci di Sara, la pausa di metà mattina con le colleghe e i colleghi, le paperelle nel parco di fronte casa, il giretto dagli zii per un salutino veloce, e più di tutto gli abbracci con Mamma, Papà e con mio fratello… ecco… gli abbracci di mio fratello mi mancano immensamente, e non devo fermarmi a pensarci troppo altrimenti le lacrime escono e non si fermano per una mezz’oretta buona!
Quindi pensiamo all’escursione che partirà tra poco, una di quelle che quando ne parli coi veterani suscita pareri contrastanti: “Ah, no… tanto c’è sempre nebbia e non si vede nulla…” “Bellissime, straordinarie!”.
La nave, nottetempo, si è spostata, attraccando in rada tra l’Opera House e il promontorio della Mrs Macquaire’s Chair, e pertanto scenderemo con le lance.
Alle 7:30 siamo radunati nel Teatro Duse e poco dopo iniziamo l’iter (consegna sticker e discesa al Ponte A) per lo sbarco.
Invece della solita lancia, c’è un’imbarcazione più grande, con il piano superiore aperto, per poter godere del panorama unico tra Harbor Bridge, Opera House e lo skyline della città: spettacolo!
Oggi siamo in ottima compagnia: c’è Sabina, purtroppo senza Roberto, Adriana e Lauro e Tina con Mario, un’altra coppia salita a bordo ieri.
Pronti, Via!
Arriviamo all’attracco all’Opera House e cerchiamo il nostro bus, il numero 31.
Ecco Cecilia che sta agitando il braccio mostrando il cartello con il nostro numero: lei sarà con noi…Yessss!!!!! (Lale felice!).
Qualche minuto dopo esserci radunati tutti, percorriamo a piedi qualche sentiero nei Royal Botanic Gardens, fiancheggiando la Government House e un’installazione, composta di pezzi in pietra arenaria di edifici coloniali di Sydney, che un artista giapponese ha disposto a forma di spirale, fino ad arrivare a Macquaire’s Street, sotto il ponte della Cahill Expy, dove il nostro pullman ci attende.
Saliamo e ci accomodiamo, e Randall, la nostra guida, ci presenta Lucas, l’autista, prima di darli l’ok a partire.
Il gruppo è composto per la maggior parte da spagnoli, noi italiani siamo giusto in sette.
Randall spiega in spagnolo e la mitica Cecilia traduce per noi.
Usciamo da Sydney e percorrendo la M4 e passiamo accanto al Sydney Olimpic Park, realizzato per le Olimpiadi del 2000, e poco dopo aver lasciato alla nostra sinistra il Raging Water Sydney, prendiamo lo svincolo per la Resenvoir Road, che percorriamo fino all’incrocio con Bungarribee Road, nella quale ci immettiamo epr poi prendere la Lancaster Street poco più avanti.
Svoltiamo ancora a sinistra in Kildare Road e finalmente arriviamo al Featherdale Sydney Wildlife Park.
Abbiamo a disposizione un’ora e mezza per visitare il Parco… e innamorarci dei canguri e dei koala, degli wombat e degli ibis e di tutta la miriade di animali che si trovano qui!
Il primo ad accoglierci è un tenerissimo canguro, cui ne seguiranno altri, poi ecco un sonnecchioso wombat.
Ma quando arriviamo ai koala non resistiamo e ci facciamo scattare una foto con lui.
Attendiamo il nostro turno e prima di avvicinarci, la ragazza del parco porge al koala un rametto di eucalipto che lui apprezza parecchio; ci possiamo avvicinare e la ragazza ci indica dove toccare il koala, sulle zampe posteriori e sulla schiena.
La ragazza si allontana e mentre stiamo per scattare la foto, il koala si gira verso di me e fa per venirmi in braccio, e io sono tentatissima di prenderlo e scappare per coccolarmelo tutto…ma la ragazza arriva, ci fa segno di allontanarci e dopo aver tentato inutilmente di rimetterlo sul rametto, lo porta a riposare: povero… la mattinata è iniziata con uno shooting fotografico intenso…e hai voglia di riempirlo di eucalipto per tenerlo buono, dopo un po’ tutti si stuferebbero!
Ritorna dopo un po’ con un altro koala, il quale mostra di essere più selettivo rispetto al suo compare in fatto di eucalipto: i primi rametti che la ragazza gli passa non gli garbano proprio… e lui non si fa riguardo a mostrare il suo disdegno.
Trovato un rametto adeguato alle papille gustative del nostro amico, la ragazza ci fa segno di avvicinarci e appena posiamo le mani sulle sue zampette lui si volta, prima verso Stefano e poi verso di me, squadrandoci dall’alto in basso, molto lentamente, come per valutare se siamo all’altezza del suo cospetto.
Pare approvi… anzi, si accoccola pure bene tra le nostre mani!
Click, scatto fatto!
Salutiamo il nostro amico koala e dopo aver ritirato la foto , prontamente stampata, ci immergiamo tra questi animali.
Un diavoletto della Tasmania dopo averci permesso di fotografarlo, si rintana in un tronco.
Un simpatico Echidna gironzola nello spazio assegnatoli, dondolando a destra e a sinistra gli aculei con le punte gialle: sembra un riccio con le meches e il musetto da formichiere!
Di animali ce n’è una quantità incredibile!
Il tempo a nostra disposizione stringe e abbiamo giusto qualche minuto per fare due acquisti al volo, prima di riprendere il pullman.
Passiamo per Leura e Katoomba, prima di dirigerci all’Hydro Majestic Hotel.
Dal Pavilion godiamo di una veduta davvero notevole sulla Megalong Valley.
Scattiamo qualche foto e poi entriamo nel Pavilion: ecco… io resto qui!
Un negozio-caffetteria bellissimo, arredato con uno stile che mi piace un sacco.
Arriva la nostra guida e ci chiede di seguirla: diligenti ci portiamo in una sala dell’Hotel, messa a nostra disposizione per il pranzo.
Ad attenderci, su tavoli rotondi, elegantemente apparecchiati, in una sala con rifiniture bianche e oro, del fritto misto con salsina di aglio nero e lime, farfalle al sugo di pomodoro, pollo alla cacciatora, stinco di agnello brasato, polenta e funghi, lemon cheescake e tiramisù… insomma… anche oggi la dieta domani!
Terminato il pranzo, risaliamo sul pullman e ritorniamo a Katoomba per entrare nel parco delle Blue Mountains, dichiarate Patrimonio dell’Umanità.
Prendiamo un trenino rosso, che con una pendenza di più di 50° percorre il fianco dell’Orphan Rock facendoci entrare in un tunnel buio pesto.
Improvvisamente la vista si apre sulla Jamison Valley e alla nostra sinistra ecco le Tre Sorelle, tre picchi rocciosi, di fronte a noi la distesa della foresta di eucalipti, sullo sfondo il Mount Solitary.
Scesi dal trenino, lo spettacolo è a quasi 360 gradi!
Seguiamo Randall lungo il sentiero che si immerge nella foresta, dove alberi che sembrano incroci tra felci e palme, si contendono i raggi del sole insieme a enormi ficus e eucalipti.
I suoni della natura si mischiano col vociare dei turisti, e nei rari momenti di silenzio mi sembra di tornare nella Valle de Mai alle Seychelles, in quella foresta primordiale, dove, come anche a Samoa, il contatto con la natura risveglia sentimenti ancestrali.
Arriviamo all’imbocco di una delle miniere, questa è stata aperta nel 1878, un secolo prima che io e Stefano venissimo al mondo!
C’è una statua in metallo, raffigurante un minatore, accanto ad un carrello pieno di carbone.
Quasi ci viene un colpo: è uguale ad Amilcare!
Gli scattiamo una foto: al nostro ritorno dobbiamo assolutamente mostrarla a lui e a Giovanna!
Prendiamo la prima funivia che ci porta allo step successivo, da cui partiremo con la seconda per ultima tratta della nostra visita alle Blue Muntains. In quest’ultimo tragitto vedremo le Cascate di Katoomba.
Guadagnato il pullman, facciamo una veloce sosta ‘toilet’ a Leura, prima di riprendere la via per Sydney e imbarcarci sulla Deliziosa.
Oggi è domenica e il traffico, insieme alle code fatte al parco delle Blue Mountains, ci fanno tardare.
Poco dopo le 18:00 scendiamo dal pullman e ci dirigiamo velocemente all’attracco delle lance vicino all’Opera House, percorrendo George Street a passo svelto.
Saliamo sulla lancia che dopo mezz’ora circa ci porterà a bordo: partiremo alle 20:00 alla volta di Brisbane.
Arrivati in cabina ci concediamo un attimo di relax e ripercorriamo gli ultimi due giorni, ricchi di emozioni che difficilmente si riescono a tradurre in parole.
Sydney ci ha fatti innamorare di lei, ora Brisbane avrà un arduo compito!
… come lo è il mio: scrivere di questi giorni sarà davvero impegnativo!
A cena finalmente ci ritroviamo con Fulvia e Carlo, che non vediamo dall’altro ieri!
Ci raccontiamo le nostre giornate, mostrandoci video e foto, e quello che traspare, dai nostri racconti come dai loro, ha lo stesso identico suono: WOW!
Terminata la cena siamo davvero cotti: salutiamo gli amici e filiamo in cabina…
Dritti a nanna!
Buona notte a tutti… ci si vede domani… con calma!
Meraviglia!!!❤️🤗
Il wombat… 😍😍😍
Che tenero! Dorme sempre! Come i koala…
Ma a Cairns sono riuscito a vederlo sveglio! Si stava accomodando per dormire 😄
Oggi ero depressa all’idea di tornare a lavorare ed allora …… ho guardato le vostre bellissime foto. Quando tornate vi lascio riposare dai fusi e poi ci vediamo così mi raccontate. Ciao ciao e buon proseguimento!!!!!!!!!
Anita
😂 Volentieri! Eh si, avremo bisogno di un po’ di relax, non abbiamo fatto abbastanza ferie 😂
❤️